M5S Alto Adige-Südtirol

Stipendi: il Pd difende Spagnolli ma la sinistra chiede tagli alle indennità

BOLZANO. Centrosinistra diviso sui tagli alle indennità dei componenti la giunta comunale. Alcuni vorrebbero o sarebbero disposti a dare un segnale in tempi di crisi (vedi Rifondazione e Verdi), altri ritengono l’eventuale abbassamento dello stipendio per sindaco e assessori soltanto demagogia (Idv, Psi). Il segretario provinciale del Pd su questo argomento preferisce non esprimersi e il partito su questo tema non ha voglia di ingaggiare un’altra battaglia col primo cittadino. Per i «grillini» della Lista 5 stelle si potrebbe arrivare ad un taglio del 50 per cento. Mentre i Radicali chiedono «l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, «in modo che ogni cittadino sappia i redditi dei politici e degli esponenti di sottogoverno, magari con una semplice cliccata in internet». Di recente la giunta comunale di Trento si è ridotta le indennità del 7 per cento. Altra riduzione, con il denaro risparmiato dato in beneficenza, per l’esecutivo comunale di Laives. Nel capoluogo, invece, non tutti la pensano allo stesso modo. Per il sindaco Spagnolli si tratta soltanto di «demagogia». Gli assessori Gallo e Trincanato sarebbero più possibilisti. «Si tratterebbe di dare un segnale in tempi in cui i cittadini faticano ad arrivare a fine mese». Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere comunale della Lista Bonino Pannella, Achille Chiomento. «Noi vogliamo trasparenza nei redditi dei politici e un segnale di risparmio andrebbe pure dato», così l’ormai storico esponente dei Radicali bolzanini. Quelli che taglierebbero di più sono gli esponenti della Lista civica 5 stelle. «Nel nostro programma è prevista una riduzione del 50% dei gettoni e delle indennità percepite dagli eletti nella nostra lista, per questo con un’interpellanza chiediamo al sindaco – in passato si espresse per una riduzione dei costi relativi alla rivalutazione delle indennità – come intenda proporre la riduzione delle indennità percepite, in che modo e per quali importi», così il consigliere comunale Alberto Filippi. «Si potrebbe far confluire eventuali risparmi in un fondo comunale per assistere la cittadinanza più debole», ancora Filippi. «Ricordo che l’aumento del 7 per cento deciso la scorsa primavera dalla Regione per le indennità dei membri delle giunte comunali era ingiustificato, per questo sarebbe giusto dare un segnale e tagliare gli stipendi di quel medesimo 7%. Credo che si possa fare un piccolo sacrificio», dice Oreste Galletti, consigliere comunale di Rifondazione. Per Claudio Della Ratta, invece, si «tratterebbe soltanto di demagogia». «Sbagliato affrontare questo argomento in tali termini, un segnale è sempre il benvenuto, ma non sono questi i risparmi che cambiano le finanze del Comune», evidenzia il consigliere comunale del Psi. «Un segnale è già stato dato con la riduzione del numero dei componenti la giunta da 11 a 7, per cui abbassare le indennità della giunta mi sembra un argomento secondario con tutti i problemi che ha il Comune, tanto più che ad esempio il sindaco lavora 24 ore su 24», afferma il consigliere comunale dell’Italia dei Valori, Matteo Degli Agostini. Sulla stessa lunghezza d’onda pure Paolo Berloffa. «È vero che le indennità sono alte rispetto al resto d’Italia, ma come in tutte le cose dipende sempre dal lavoro che uno fa, è una questione di qualità», così il consigliere comunale di Unione per Bolzano, per il quale «i costi della politica sono altri: gli apparati dei partiti». Una fotografia, quindi, che non trova concordi tutti gli esponenti della maggioranza di governo nel capoluogo. Di fronte a loro un centrodestra che invece è compatto nella richiesta alla giunta di «dare un segnale in tempi di crisi».

 

Articolo tratto da www.AltoAdige.it.

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