M5S Alto Adige-Südtirol

Cittadella dello Sport: ombre di speculazioni?

Una storia di enorme speculazione attorno alla costruzione del nuovo stadio a Laives. Il figlio del Vicesindaco Georg Forti con la “Rubner Immobilien Srl”, l’ex presidente della Banca Popolare Hansjörg Bergmeister ed una misteriosa impresa finanziaria londinese vogliono moltiplicare mezzo milione in sei milioni di euro.

Inizia con queste parole l’articolo del Tageszeitung del 23 novembre 2010. Un’accusa tutta da verificare ma, se confermata, non potrà che portare alle dimissioni immediate del Vicesindaco Forti.

Secondo il Tageszeitung, Georg Forti è uno di quei proprietari terrieri di Laives che trarrebbero vantaggio dalla costruzione di uno stadio di calcio. Il Vicesindaco si è limitato a dire che possiede “solo un’area molto piccola di 0,2 ettari” sulla quale verrà costruita la strada di accesso allo stadio. Area, questa, acquistata quattro anni fa per 52.000 €. In caso di esproprio otterrebbe 70 € al metro quadro, circa 80.000 € in totale. A conti fatti guadagnerebbe poco meno di 40.000 euro.

Ma il Tageszeitung ha condotto un’indagine su un’altra potenziale speculazione da parte del Vicesindaco Georg Forti.

L’8 aprile 2010 leggiamo sull’Alto Adige un articolo dal titolo “Sì a nuove villette nel verde”:
“Lo spostamento del lido da via Stazione alla zona sportiva Galizia metterà in moto un meccanismo che dovrebbe culminare con l’individuazione di una zona residenziale pregiata, da riservare all’edificazione di villette a schiera di tipo signorile. (…) “Costruire un nuovo lido costerà non meno di 10 – 11 milioni di euro – continua Forti – soldi che il Comune non ha. Così punteremo alla convenzione urbanistica ovvero, a coinvolgere l’imprenditoria privata, che si incaricherebbe dell’operazione per conto nostro, avendo in cambio un’adeguata area destinata all’edilizia abitativa”. L’area per costruire le villette signorili comunque non sarà quella dell’attuale lido (…) L’idea per la nuova zona abitativa sarebbe invece quella di individuarla accanto alla città, lungo il bordo”. E’ da tempo che si parla dei terreni agricoli a valle di via Andreas Hofer (…) se andrà in porto l’ipotesi di Forti per il lido, le villette sorgeranno lì.”

Se questo piano dovesse essere approvato, il Comune provvederà ad espropriare i terreni per pubblico interesse risarcendo i proprietari dei fondi con della cubatura edificabile. Le aree che ora valgono circa mezzo milione di euro frutterebbero 6 milioni di euro e forse più.

Dall’indagine svolta dal giornalista del Tageszeitung, è uscito fuori che questi terreni appartengono ad una società denominata “Agricola Scigliar Sas”, società registrata il 17 novembre 2009.

Ma chi c’è dietro tale società? In qualità di socio accomandatario troviamo Hannes Forti, figlio del Vicesindaco ed il contadino Robert Cazzanelli, noto a Laives come mediatore di acquisti e vendite, in qualità di socio accomandante.

Oltre a loro sono coinvolte due società denominate “Scigliar Srl” e “Home Tyrol Srl”: consultando la Camera di Commercio si scopre che la “Scigliar Srl” è proprietà per 82% della “Home Srl” con sede in via G. Galilei, 4 a Bolzano. Il restante 18% è detenuto da una società chiamata “Benkeley Ivestiments 2000 Limited” con sede in Berkeley Square, 20 a Londra.
Questo fa sorgere già una prima serie di domande: perché una ditta finanziaria londinese acquista un frutteto a Laives? Chi c’è dietro questa azienda?

La seconda società detentrice di quote di “Agricola Scigliar Sas” è la “Home Tyrol Srl”. Quest’ultima è per il 51% della “Home Srl” con sede in via G. Galilei, 4 a Bolzano ed alla quale prende parte anche la misteriosa società londinese “Berkeley Investiments 2000 Limited”. Le rimanenti azioni di “Home Tyrol Srl” sono tenute da due soci dai nomi famigliari: il 45% delle azioni della “Home Tyrol Srl” è controllato da “Rubner Immobilien Srl” con sede in Via V. Veneto, 69 a Bressanone e come azionista al 4% sembra essere un certo Hansjörg Bergmeister.

Hansjörg Bergmeister non è una persona qualunque. Quest’intreccio di persone è interessante anche per la fine del suo incarico quale presidente della Banca Popolare di qualche settimana fa. La ragione: conflitto di interessi. Sotto la direzione di Hansjörg Bergmeister sono stati assegnati prestiti all’azienda immobiliare “Rubner Immobilien Srl”. Il conflitto di interessi è costato il prestigioso posto di lavoro a capo della Banca Popolare poiché Hansjörg Bergmeister ha lavorato nel 1980 come dirigente presso il gruppo Rubner, è stato per anni presidente della Rubner Holding e oggi Bergmeister siede in diversi consigli di amministrazione di società della Rubner Holding.
Così ci fu più di una semplice stretta relazione tra l’allora presidente della Banca Popolare e la Rubner Holding. Che Hansjörg Bergmeister assieme alla “Rubner Immonilien Srl” fossero soci nella “Home Tyrol Srl” probabilmente non era noto alla Banca Popolare e non è il motivo dell’allontanamento di Bergmeister dal ruolo di presidente.

Anche se Georg Forti si ostina a negare questo sfondo di speculazione, sembra proprio che questo mega-business sia stato preparato da tempo.
Se così non fosse, in primo luogo, che necessità ci sarebbe di un intreccio così complicato di società. Anche la presenza della misteriosa ditta d’investimenti del Regno Unito avrebbe dovuto far riflettere l’amministrazione. Perché una società di Londra dovrebbe investire in frutteti a Laives? Se il figlio del potente Vicesindaco è seduto in una società con “Rubner Immobilien Srl”, un gigante del settore immobiliare e con Hanjörg Bergmeister, uno degli (ex) uomini bancari più potenti del paese, è lecito supporre che questi signori hanno ben pensato, come quattro frutteti (non più di 8.000 metri quadrati), attualmente del valore di 600.000 €, si possono trasformare in sei milioni di euro. A proposito, tutto questo valore è ricavato da soli 0,8 ettari di terreno.
Georg Forti nega sul “Tageszeitung” qualsiasi sfondo di speculazione in merito. Il Vicesindaco ha anche detto “non ho nulla a che spartire con Rubner Immobilien Srl”. E Georg Forti ripete che è stufo di “essere sempre infastidito…”.

[Artur Oberhofer – Tageszeitung]

 

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