M5S Alto Adige-Südtirol

Incubo nucleare e radioattività in Alto Adige

Viene controllata la radioattività in Alto Adige? Il Laboratorio di chimica-fisica gestisce in Alto Adige, oltre alla rete di misura dell’inquinamento dell’aria, anche una rete di controllo della radioattività nell’ambiente, la quale funge da sistema di preallarme: in caso di necessità fa scattare un piano d’allarme con tutti i dispositivi e le contromisure atte a proteggere la salute della popolazione. Le stazioni di misura si trovano a Bolzano, Brunico, Vipiteno, Salorno, Laces, Renon (a 1750 m s.l.d.m.). Parametro di misura: la dose gamma in µSv/h.

Controlla in tempo reale i dati sulla radioattività!

Sono ore di paura a Fukushima. Le notizie sullo stato della centrale nucleare colpita l’11 marzo dal sisma e dallo tsunami si fanno sempre più allarmanti. Dopo le due esplosioni registrate questa notte ai reattori numero 1 e numero 3, la società che gestisce l’impianto fa sapere di non potere escludere la stessa sorte anche per il reattore 2, quindi è molto probalibe una nuova esplosione nelle prossime ore.

Attualmente pare che le barre di combustibile nel reattore 3 siano completamente esposte ed è sempre più confermata la voce che afferma la parziale fusione delle stesse. Qualora la fusione fosse confermata e quindi dovesse continuare si arriverebbe ad un punto di non ritorno, per il quale non vi sono ad oggi tecnologie in grado di arrestare il processo.

L’aggravarsi della situazione in Giappone ha portato:

  • la Germania a sospendere la decisione di prolungare la vita delle proprie centrali nucleari;
  • la Svizzera a sospendere tutte le concessioni per la costruzioni di nuove centrali nucleari.

Cosa è la fusione del nocciolo? La fusione avviene quando la reazione nucleare delle barre di zirconio che contengono il combustibile di uranio non è più controllata, il nocciolo radioattivo arriva a migliaia di gradi e inizia a liquefarsi. Una fusione completa può rompere la struttura di contenimento e altre barriere protettive diffondendo prodotti radioattivi. Tuttavia, un reattore non esplode come una bomba atomica. Per prevenire la fusione il primo passo fondamentale è la riduzione della temperatura in tutti i contenitori del reattore.Il nocciolo del reattore è circondato da un pesante sarcofago di acciaio e questo a sua volta coperto da una gabbia di contenimento in calcestruzzo e acciaio.

Perchè sono esplosi i contenitori di contenimento? I tecnici sono stati costretti a ridurre la pressione all’interno del nocciolo al fine di scongiurare una fusione. Nel rilasciare la pressione incamerata, composta essenzialmente da idrogeno, questa a contatto con l’aria ha interagito esplodendo. L’esplosione ha cosi disintegrato l’involucro esterno.

Cosa potrebbe accadere? In genere il nucleo di una centrale nucleare è chiuso in un contenitore in acciaio, e quest’ultimo a sua volta è racchiuso in un pesante «cubo» di cemento armato. Quest’ultimo accorgimento a Chernobyl mancava, per cui quando esplosero i tubi degli impianti idraulici di raffreddamento in seguito alla pressione provocata dal calore eccessivo, ci fu una dispersione nell’atmosfera di grandi quantità di sostanze radioattive. Il cubo di contenimento dei reattori di Fukushima-1, invece, a quanto pare hanno resistito al terremoto. Il problema è che, nel caso il nucleo dovesse fondersi, i reattori si trasformeranno in sarcofaghi perpetui in cui è chiusa una massa informe di metallo fortemente radioattivo, inavvicinabile e intrattabile.

Questo, in pratica per l’eternità: occorrono milioni di anni perché la radioattività naturale dell’uranio si estingua naturalmente. Il rischio più grave è che, nel corso delle procedure per domare il reattore di Fukushima si verifichi qualche ulteriore incidente di tipo esplosivo, a causa della pressione soverchiante o dell’idrogeno che si sviluppa per reazioni incontrollabili, e che questo liberi nell’atmosfera grandi quantità di materiale radioattivo. Per questo, al fine di raffreddare il nocciolo, i giapponesi stanno ricorrendo a ogni mezzo possibile, compreso l’impiego di acqua di mare (assai rischioso, perché è altamente corrosiva). Se ci riusciranno, alla fine si avrà un vero e proprio monumento all’atomo: un grande cubo di cemento e acciaio dal cuore altamente radioattivo, che dovrà essere continuamente monitorato da possibile rotture, che provocherebbero un disastro ambientale immane.

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