M5S Alto Adige-Südtirol

Aumento delle tariffe dell’acqua, bene comune perchè se ne consuma poca

Martedì sera il Consiglio Comunale, si è espresso in favore dell’aumento della bolletta dell’acqua, perchè se ne consuma meno e quindi la SEAB incassa di meno e pertanto è costretta ad aumentare le tariffe. Da destra rimangono i favorevoli alle privatizzazioni, da sinistra invece i sostenitori della società partecipata che produce utili che però devono essere reinvestiti. Sul dove non si sa nulla di preciso. Forse per pagare i premi di produttività ai validi dirigenti, forse per assumerne qualcuno visto che ce ne sono pochi. Fatto sta che l’acqua aumenterà e in futuro pure la bolletta dei rifiuti, magari per lo stesso motivo, perché se ne produrranno meno di quelli necessari per soddisfare l’appetito del nuovo inceneritore.

All’ultimo punto dell’ordine del giorno si votava la nuova normativa delle sanzioni disciplinari per i dipendenti comunali. Destra e sinistra si sono trovate entusiasticamente d’accordo, con grande soddisfazione dell’assessore Gallo, che però dichiarava una certa sofferenza di carattere ontologico.
Entrambi gli schieramenti sostenevano che era l’ora che non fosse più la politica a dover stabilire le sanzioni disciplinari. Tutti d’accordo sull’incapacità della politica di esprimere un parere giusto con il sottinteso che l giudizio non poteva che essere di parte. Sembrava quasi che i consiglieri PDL, Fratelli d’Italia, più o meno con Berlusconi, insiemi a quelli di centro sinistra, colti dalla voglia del cambiamento, si scagliassero contro i politici, dimenticando che anche loro facevano parte della compagnia, magari da vecchia data.
La grande innovazione passata a grande maggioranza (4 astensioni del gruppo misto e un voto contrario, il mio) consisteva nell’istituzione del nuovo “organo competente per il procedimento disciplinare “ con due articoletti.

1) La struttura competente per il procedimento disciplinare è individuata nell’Ufficio del Personale.
2) Il /la dirigente dell’Ufficio Personale, su segnalazione del/della responsabile dell’unità lavorativa in cui il/la dipendente lavora o d’ufficio (??), procede alla tempestiva contestazione scritta dell’addebito al/alla dipendente medesimo/a, istruisce il procedimento disciplinare, formula la propria proposta di provvedimento disciplinare e trasmette gli atti all’organo tecnico collegiale composto dal Segretario Generale, dal Vicesegretario Generale e da un direttore/una direttrice di ripartizione (si farà di tutto per garantire quest’ultima, visto che i primi due sono maschi), nominato/a dalla Giunta Comunale per l’adozione della sanzione disciplinare.
Un capolavoro di burocratese in cui si fa molta attenzione alla questione dei generi, fondamentale per cambiare la politica sbagliata perché maschilista.

Minore attenzione al/alla dipendente sotto giudizio dell’aristocrazia burocratica che difficilmente contraddirà il giudizio espresso da uno di loro. Tre contro uno di cui forse una donna, almeno potevano aggiungere un/una sindacalista, per arrivare a 3 contro due, magari con due donne su quattro, sempre per il problema dei generi.

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