M5S Alto Adige-Südtirol

Ritorno al futuro 5* – Parte IV

Ambiente

La palpebra superiore dell’occhio destro tremava. Succedeva sempre così quando si innervosiva. L’usciere gli avete appena comunicato che Silvia stava arrivando a razzo nel suo ufficio. Bypassato senza riguardo il segretario, due colpi alla porta. Herein. Ciao Walter. Ciao Silvia, come stai? Sei nervoso! Mi succede sempre quando arrivi così! Cosa vuoi oggi: svuotare Castel Firmiano? Esatto! Risero. I rapporti tra il Presidente della giunta ed il Sindaco (Sindaca in questo caso!) di Bolzano erano ottimi; c’era una reciproca stima e collaborazione. Lei era un vulcano di idee e di iniziative, lui era un ottimo pianificatore. I problemi ambientali della provincia erano soprattutto concentrati nelle città, a Bolzano in particolare.

Dopo il fallimento della raccolta dei rifiuti con i cassonetti condominiali (troppi litigi, ricorsi al Tar, proteste continue e la Corte dei conti che ci metteva pure il naso), si era passati alla raccolta puntuale porta a porta che in meno di due anni aveva consentito un riciclaggio e riutilizzo di oltre l’80% dei rifiuti. Il sistema fu esteso a tutta la provincia ed il cittadino aveva ormai imparato a comperare merci senza imballaggi, costringendo la grande distribuzione a chiedere alle industrie rapidi cambiamenti. L’inceneritore, già sovradimensionato, era stato definitivamente spento con gran sollievo della popolazione, che 10 anni prima si era spaventata nel venire a sapere che c’era diossina nel latte materno e parecchie sostanze chimiche xenobiotiche nel sangue ombelicale dei neonati. Non si sapeva ancora come convertire quel grosso edificio. Forse era meglio demolirlo e bonificare l’area. Le materie prime nel pianeta erano diventate sempre più costose, così il riciclaggio permetteva anche forti guadagni. Sotto la spinta di Bantini , che aveva visitato in Giappone le vecchie discariche trasformate in cave, era già stata svuotata la discarica di Ischia Frizzi ed incominciata quella di Castel Firmiano, ancora più ricca di materie prime seconde. Quel 10% che non si riusciva a far sparire era stato collocato nella incompiuta galleria del Brennero, dove dei megalomani politici del passato volevano far passare un treno. Ischia Frizzi, demolito il safety park, era tornata ad essere un’ischia, cioè “un’area paludosa vicino al fiume”. In realtà era diventata la nuova bella spiaggia di Bolzano, raggiunta ogni giorno d’estate da centinaia di cittadini in bicicletta (come sull’ Isar a Monaco) e di tanto in tanto, quando purtroppo serviva, diventava la cassa di espansione del fiume, salvando così il resto del territorio a valle. Silvia si era impegnata molto nel progetto di riduzione della CO2 urbana. La riduzione marcatissima del traffico pendolare privato , i nuovi mezzi pubblici elettrici, il completamento delle piste ciclabili, avevano veramente fatto crollare il consumo di carburanti, migliorando notevolmente la qualità di vita della città, dove non stazionata più così spesso come nel passato la tristemente famosa cappa plumbea di inquinanti. Con Walter aveva anche discusso dei consumi energetici dei vecchi edifici. Le piccole centrali a cogenerazione (vecchio brevetto Fiat, venduto ai tedeschi! Sic!) funzionavano a meraviglia fornendo calore ed elettricità. Anche il cappotto termico era ormai molto diffuso e i nostri artigiani lavoravano a pieno regime; tutti i vecchi edifici pubblici ne erano stati dotati (i nuovi erano tutti di classe casa clima A ), ma con i privati c’era ancora molto da fare. Gli incentivi non bastavano. Così Walter in giunta provinciale fece approvare una legge che introduceva l’IMU pesante per quei condomini o case che non volevano assolutamente collaborare nel cambiamento. Un neonato un albero: era finalmente una legge nazionale rispettata ed il ritardo del Comune di Bolzano era stato colmato con la creazione del bosco nel vecchio areale della stazione….Podrecca? Chi era costui?! Con la riduzione marcata del consumo di gas e carburanti liquidi e con le nuove alberature, Bolzano aveva ridotto di molto la produzione di CO2, anche se forse mai sarebbe diventata CO2 neutrale, come in maniera fantozziana aveva promesso (entro il 2020!??) un suo predecessore un po’ naïf. E gli avevano dato anche un premio! I megaprogetti di cementificazione della città, enormi produttori di CO2, erano rimasti tutti nel cassetto di quel sindaco pasticcione: Benko, Podrecca, garage sotterranei nell’argine del Talvera, polo bibliotecario, centri commerciali. Tutti ricordi del passato. I tetti delle industrie erano obbligatoriamente forniti di pannelli fotovoltaici costruiti a Sinigo, che fornivano una grande quantità di energia elettrica. A proposito di energia, dopo la batosta dello scandalo Sel, che aveva portato alla condanna per truffa di un pirlacchiotto , mentre il vero cervello dell’operazione se la rideva in pensione, ora il presidente Walter era molto attento nel controllare la regolarità delle concessioni delle centrali idroelettriche. Un altro suo pensiero fisso era la difesa del territorio. Anche i contadini, che lamentavano la riduzione del terreno agricolo ( ma prima lo avevano venduto speculandoci!) difendevano con i denti il resto del terreno, ma non avevano ottenuto nulla dai boschi, che anzi aumentavano la copertura del territorio. Sempre i contadini, visti i cambiamenti climatici, incominciarono a cambiare tipo di coltura; molti si dedicarono a coltivazioni biologiche, abbandonando l’uso di pesticidi e di concimi chimici, mettendo a frutto le ormai acquisite conoscenze sul biochar. Insomma il cambiamento era partito alla grande e dopo la grande crisi del 2008 e i seguenti anni di recessione, tutto andava per il meglio. La qualità della vita era cresciuta, pur avendo i consumi subito una grande frenata. La chiamavano decrescita! Mah!

 

Temi:

1) Rifiuti: raccolta porta a porta. Riciclo e riutilizzo. Riduzione alla fonte, con stimolo all’industria a modificare i propri prodotti. Chiusura dell’inceneritore. Svuotamento discariche, considerate come cave di materie prime seconde. Informazione, educazione e poi multe salate per chi brucia i rifiuti nei caminetti.

2) Ischia Frizzi torna ad essere una zona di espansione del fiume con possibilità ricreative.

3) traffico, aeroporto, turismo. Vedi la storia sui trasporti.

4) produzione di energia da impianti Idro elettrici: da valutare con la massima attenzione ogni singolo impianto.

5) consumi energetici degli edifici: introduzione di caldaie a cogenerazione, cappotto termico, pannelli solari termici,etc.. Incentivi con la creazione di società come la Sudtirol ESCO (energy service company), che effettua interventi per migliorare l’efficienza energetica, assumendo il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento. Penalizzazioni come una IMU pesante per chi non vuol far niente. Nuove costruzioni solo con parametri di casa clima A o superiori.

6) riforestazione delle città e di Bolzano in particolare. Un bosco sull’areale ferroviario.

7) i megaprogetti di cementificazione delle città vengono attentamente valutati e poi sottoposti a referendum cittadino/ provinciale

8) pannelli fotovoltaici su tutti i tetti industriali e ove possibile anche su tetti delle case

9) la tutela del territorio diventa una priorità con stop al consumo e messa in sicurezza delle zone a rischio. Le leggi urbanistiche tornano ad essere assai attente come ai tempi di Alfons Benedikter.

10) agricoltura biologica, riduzione dei consumi energetici, del consumo di pesticidi, concimi chimici e acqua. Introduzione di nuove colture e del biochar.

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