M5S Alto Adige-Südtirol

TAV BRENNERO I MISTERI SVELATI DELLO STUDIO PUBLIC HEALTH


Cittadino: «Per quale motivo si sta realizzando la nuova ferrovia del Brennero?»

Lupi, Gilmozzi, Bergmeister&co.: «Innanzitutto perché il traffico merci al valico del Brennero è e sarà in costante ed infinito aumento; di conseguenza è necessario spostare il traffico merci dalla strada alla ferrovia al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico generato dal traffico autostradale e diminuire l’inquinamento acustico causato dalla ferrovia storica».

Replichiamo noi: «Il primo argomento è facilmente confutabile da tempo: sulla base dei dati del traffico reale, sappiamo che le previsioni del traffico su cui si basa il progetto sono pesantemente errate e che nel 2012 è stata trasportata la stessa quantità di merci del lontano 2004.

Ma la grande novità è che si è scoperto che dai documenti tecnici elaborati dagli stessi promotori dell’opera si desume che una volta realizzato il Tunnel di base del Brennero lo spostamento del traffico merci dalla strada alla ferrovia non avverrà, quindi l’aria rimarrà altamente inquinata e non sarà ridotto in modo decisivo il rumore generato dalla ferrovia storica».

Ora vi spieghiamo cosa è successo e che cos’è lo studio Public Health, che il Governo ha recentemente deciso di secretare.

Riccardo Fraccaro, i consiglieri M5S del Trentino-Alto Adige ed altri esponenti politici avevano richiesto al Governo e alla società “Galleria di base del Brennero” uno studio, il Public Health, che dal 2004 fino ad aprile 2006 era stato elaborato sotto la guida del professor Peter Lercher della Facoltà di medicina dell’Università di Innsbruck. Questo studio doveva costituire una base di valutazione per i consulenti tecnici incaricati della verifica dell’impatto ambientale del Tunnel di base del Brennero e fornire ai cittadini che abitano le zone lungo l’asse del Brennero importanti informazioni sulle conseguenze del traffico con e senza costruzione del tunnel su salute, ambiente, sicurezza e mobilità. Nonostante le molteplici richieste – fatte non solo dal M5S – tale documento, realizzato con denaro pubblico, è sempre stato negato nella sua versione completa (5000 pagine); al suo posto, però, sono stati resi disponibili la Relazione di sintesi della “Ricerca sulla salute pubblica 2008” e una brevissima sintesi dello Studio di salute pubblica del 2006. Entrambi i documenti sono stati prodotti nel quadro degli studi per la valutazione di compatibilità ambientale del progetto del traforo ferroviario di base del Brennero. Secondo la società “Galleria di base del Brennero” il primo documento è attuale, il secondo ormai inutilizzabile. Ma da entrambi si ricavano le stesse evidenze:

  1. la finalità centrale del progetto è la riduzione dell’inquinamento acustico derivante dalla ferrovia esistente, in particolare quello nella fascia superiore a 65 dBA e in particolare quello notturno;

  2. l’obiettivo dell’opera non è e non sarà il trasferimento modale dalla gomma alla rotaia, anche se la propaganda dei promotori insiste su questo punto inseguendo in modo strumentale l’emergenza dell’inquinamento atmosferico lungo le valli dell’Adige, dell’Isarco e dell’Inn;

  3. anche in caso di costruzione della galleria di base del Brennero un importante inquinamento acustico residuo deriverà dal traffico merci sull’autostrada che quindi l’opera non eliminerebbe oppure, se si avverassero le fantasiose prospettate previsioni di incremento del traffico, l’opera servirebbe sostanzialmente a mantenere tale inquinamento nelle intollerabili dimensioni attuali;

  4. si confondono i dati, si ignora che il modello di esercizio del traforo di base al 2040 (completa realizzazione di tutte le opere di progetto, comprese le tratte di accesso) prevede che comunque sulla linea storica passerebbero 84 treni merci/giorno (contro i poco più dei 130 attuali) producendo di conseguenza un inquinamento acustico ben superiore alla metà di quello attuale anche nella fascia di rumorosità oltre i 65 decibel e presumibilmente anche nelle ore notturne.

Di fronte a queste evidenze vanno ripetute le verità note da molto tempo a chi si oppone al progetto:

  • l’inquinamento acustico provocato dalla ferrovia storica costituisce un problema serio, che potrebbe anche aggravarsi se si utilizzasse tutta la sua grande capacità residua di trasporto merci. Ma questo problema viene utilizzato per sostenere che l’unica soluzione risiede nella nuova ferrovia, per dividere le popolazioni residenti come se avessero interessi contrapposti (da una parte la difesa dei soldi pubblici e dell’ambiente, dall’altra la difesa della salute dal rumore). È un problema che potrebbe essere affrontato subito con interventi efficaci, non troppo costosi – barriere antirumore continue, gallerie artificiali, materiale rotabile moderno e silenzioso, basse velocità nei tratti più abitati – capaci per molti aspetti di produrre nuova occupazione in misura incomparabilmente superiore a quella dei cantieri dell’alta velocità;

  • l’inquinamento atmosferico provocato dai transiti merci lungo le autostrade di valico deve essere affrontato senza furbeschi rinvii ma con misure immediate, anche se sgradite all’autotrasporto e alle burocrazie europee: le stesse misure che fra 30 anni secondo i promotori dovrebbero accompagnare l’entrata in esercizio dell’ipotetica galleria di base. Sono misure risapute: costi uguali per il traffico sulla A22 e sulla A13, divieti settoriali, divieti di traffico notturno, operatività della borsa dei transiti, trasferimento modale attraverso l’impiego efficiente della ferrovia storica.

Tali considerazioni sono state elaborate sulla base dei documenti forniti dalla società “Galleria di base del Brennero” al posto dell’ancora secretato studio Public Health. Questo è l’articolo che le contiene.


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