M5S Alto Adige-Südtirol

Imi, le prime case non sono esenti!

Sulla nuova imposta locale sugli immobili occorre fare chiarezza. Così come è stata impostata, l’Imi verrà applicata anche alla stragrande maggioranza delle prime case e quindi le dichiarazioni in proposito dei membri di Giunta e quanto riportato dagli organi di stampa non corrispondono al quadro che emerge dal testo di legge. Il M5S ha già presentato sei emendamenti per evitare che i cittadini debbano pagare tasse sulla loro abitazione principale e che saranno discussi questa settimana nel corso dei lavori della terza commissione.

 

È scritto nero su bianco nell’art. 10 comma 1 della legge istitutiva la nuova Imi. “Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze è detratto un importo pari all’imposta dovuta per un’abitazione della categoria catastale A/2, classe 1, di 7 vani, come è evidenziato nell’allegata tabella, rapportato al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione. La detrazione è fruita fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta dovuta”. In sostanza, gli immobili classificati di categoria catastale A2 classe 1 risultano essere esentati dal pagamento dell’imposta e questo ha portato – con una forzata semplificazione – a parlare di una generalizzata esenzione delle prime case. Niente di più falso però: le prime case accatastate in quella categoria sono in realtà poche, la grande maggioranza rientrano invece nella classe 2. Un esempio? A Bolzano il numero di abitazioni di tipo A2/1 (quelle esentate dal pagamento dell’Imi) sono circa 8mila, mentre più del doppio – 19mila circa – sono di categoria A2/2, immobili non completamente esentati. E il dato provinciale non è difforme da quello del capoluogo.

Il Movimento 5 Stelle ha già presentato una serie di emendamenti per riportare la legge alla sua logica originaria – esentare le prime case dei cittadini ad eccezione solamente di quelle di lusso, come sbandierato a più riprese – contando sulla ragionevolezza dei colleghi di maggioranza per riportare sui binari una bozza contenente troppi errori.

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