M5S Alto Adige-Südtirol

Cantieri eterni, l’occasione persa in Consiglio provinciale

La speculazione edilizia è la naturale alleata della bruttezza che svilisce le nostre città. Case e condomini mai ultimati diventano cantieri eterni, rifugio per ratti e disperati, che hanno un evidente impatto negativo sulla stessa estetica della città. Chiedete ai residenti di Firmian o della zona Piani-Rencio quanto sono contenti di vivere da anni accanto agli scheletri di Tosolini… E la ferita della ormai famigerata “villa Gostner”?

Con una mozione presentata in Consiglio provinciale, il M5S intendeva porre dei limiti agli scheletri di cemento. Con la normativa vigente, basta non chiedere l’abitabilità o chiedere nuove varianti, per rimandare il completamento degli edifici fino a quando i prezzi di mercato assicurano il massimo profitto oppure si prospetta la vendita all’ente pubblico. Ma con la crisi che gira, le tasche dei cittadini sempre più vuote e le banche che non erogano credito, chi dovrebbe acquistare i nuovi appartamenti?

Il mercato edilizio è poi evidentemente saturo. Siamo la terza provincia d’Italia per offerta di alloggi (2.500 solo nel capoluogo) e si calcolano in 6/700 quelli relativi ai cantieri fermati. Un migliaio di appartamenti verranno poi edificati tra Druso Est, Druso Ovest, nuovo lotto di Casanova. Lo sfitto già supera abbondantemente quota 4mila (con quasi 500 alloggi sociali in perenne ristrutturazione a Bolzano). La nuova variante al Puc prevede ulteriore densità edilizia in altezza e in larghezza. A questo punto inserire un paletto per impedire il degrado cittadino, almeno con un termine ultimativo alle nuove costruzioni, era un preciso dovere della politica. Introdurre un termine non prorogabile alla richiesta di licenza d’uso di cinque anni a partire dalla data di rilascio della prima concessione edilizia e un semplice sistema di penali da pagare alla scadenza del termine ultimativo, proporzionale alla cubatura da realizzare, era il minimo che si poteva fare.

Si trattava quindi di un voto di buon senso su un problema sollevato da molti cittadini e periodicamente ripreso dalla stampa. Buon senso che pare però non alberghi nella maggioranza SvPd in Consiglio provinciale, con l’esito della votazione concluso in parità – 16 a 16 – che da regolamento significa bocciatura.

Un’altra occasione persa su un tema così importante. Un’altra gentile pacca sulla spalla per gli amici palazzinari, a dispetto della realtà.

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