M5S Alto Adige-Südtirol

Cosa resta della campagna elettorale

Ciò che resta della campagna elettorale dopo il risultato definitivo del ballottaggio è ben poco. Come già si sapeva, i temi centrali del dibattito politico nel “dopo voto” si sono spostati inesorabilmente. Ora tutta l’attenzione mediatica, che prima era rivolta ai punti focali dei vari programmi presentati e ai candidati delle liste, si sta concentrando sulla creazione di una giunta che andrà a formarsi, come vuole la tradizione, secondo la logica dello scambio di poltrone.

Ma alcuni dati certi di ciò che è stata questa campagna rimangono, parliamo ad esempio dei costi sostenuti dalle varie liste e coalizioni. Per la stragrande maggioranza dei giornalisti è ormai assodato che il dogma “I soldi dalla politica non si possono levare, perché la politica costa e i partiti vanno finanziati al fine di mantenere la democrazia” sia diventato anche un assioma inconfutabile. Ma quello che dimostrano le cifre è il contrario.

Quello che si nota oramai chiaramente è che la politica viaggia a due velocità diverse, ci sono personalità che si siedono in prima classe mettendo a disposizione somme a 4 zeri a volte molto superiori a 10000€, mentre c’è chi si sale in seconda per necessità o come il Movimento 5 stelle, per scelta, che spende appena 2450 € per tutta la campagna (e qualche euro, dobbiamo dirvelo, ci è avanzato anche per fare un brindisi con i nostri elettori). Ma parliamo un po’ di cifre.

Se facciamo il confronto con la coalizione che ha sostenuto Spagnolli, il M5S aveva un budget 48 volte inferiore rispetto il sindaco uscente e se rapportiamo il costo ai singoli voti ricevuti scopriamo che 1 singolo voto dato alla coalizione di Spagnolli è costato 6,48 €* mentre al M5S è costato 0,59 €, il costo di un caffè ogni due votanti.

Anche per le altre coalizioni vale lo stesso ragionamento, Urzì mette a disposizione 7,56 € per voto ricevuto, Benussi 8,11 € e così via fino ad arrivare al paradosso della lista Fratelli d’Italia che avendo a disposizione 40000 per la campagna, spende circa 45€ per ognuno degli 886 voti ricevuti.

Per quanto riguarda le singole liste la musica è la stessa. La Lista per Spagnolli con un Budget di 46400 € spende 18 € a voto, il costo di una pizza con birra media. Dado Duzzi non è da meno, pagando uno stinco con birra media (23 € cadauno), Tomada con i suoi 48 € a voto crede invece sia più fruttifera una cena di pesce, anche se le urne non sembrano darle poi ragione.

Da anni ormai propagandiamo l’idea che i soldi debbano uscire subito dalla politica, perché, come dimostrano anche le cifre, non sono i soldi che rendono grandi le persone ma le idee.  Crediamo fortemente che la nostra città non possa più permettersi questi partiti che si sono reincarnati in carrozzoni pachidermici senza una visione di progresso. Al contrario abbiamo bisogno di uno sviluppo sociale a costo zero, condiviso, che rispetti l’ambiente, che tuteli il cittadino e la salute, il territorio e il paesaggio. Ma per realizzarlo non abbiamo bisogno di soldi, bensì di persone attive che siano disposte con le proprie conoscenze a mettersi in gioco.

By the way, ci eravamo scordati di dirvi quanto c’era costato un voto di lista. Ecco, allora, noi spendiamo ben 3 centesimi in più rispetto a quanto ci sono costati i voti ricevuti dal nostro candidato sindaco Rudi, per un totale di 62 cent a voto. Male, avevamo previsto di rimanere sotto i 50 centesimi, ma sarà per la prossima.

M5S Bolzano

spesa per voto (1)

*Tutte le cifre sono riferite a quanto dichiarato dalle singole liste prima delle votazioni.

About author

Related Articles

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *