M5S Alto Adige-Südtirol

E adesso cambiamo la lex Benko

Bolzano avrebbe perso una chance storica? E quale sarebbe? Svendere un’area pubblica in una zona nevralgica della città a un pregiudicato per corruzione? Sovraccaricare ulteriormente di traffico una zona già problematica? Dimezzare il polmone verde del centro storico? Affossare definitivamente quella che è davvero l’occasione storica di Bolzano, ossia la riqualificazione dell’areale ferroviario? Il voto del Consiglio comunale del capoluogo ha semmai scongiurato questi rischi che incombevano sulla città. E non è stato un no all’iniziativa dei privati, che in prospettiva resta prezioso, ma un no a uno sviluppo urbanistico in cui il privato tiene il coltello dalla parte del manico, smaccatamente.

E proprio da qui dobbiamo ripartire, affrontando la causa del problema: l’art. 55 quinquies della legge urbanistica provinciale, la cosiddetta lex Benko. Con un ordine del giorno firmato da Paul Köllensperger e approvato dal Consiglio provinciale il 16 aprile 2015, il famigerato articolo di legge dovrà essere profondamente riformato per rimettere nelle mani dei Comuni e non dei privati il futuro urbanistico dei centri urbani, con un maggiore coinvolgimento dei Consigli comunali e dei cittadini (con la previsione di un referendum per opere oltre un certo budget) e dei termini più lunghi dei 30 (ridicoli) giorni previsti oggi dal 55 quinquies.

Una proposta eccessivamente conservativa? Si noti bene che è stata votata a larga maggioranza in aula, segno evidente che l’inadeguatezza della lex Benko è ormai opinione maggioritaria in tutte le forze politiche. E non può che essere così: per scelte irreversibili occorrono processi decisionali trasparenti, partecipati e ragionati.

Infine pensiamo che per il sindaco Spagnolli sia il momento di trarre le dovute conseguenze di una gestione fallimentare di tutta questa vicenda, per ripartire davvero a pensare il futuro di Bolzano.

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