M5S Alto Adige-Südtirol

Benko, la nostra lettera al commissario Penta

Nella partita della riqualificazione dell’areale di via Alto Adige si stenta – per usare un eufemismo – a trovarci un interesse pubblico. E’ stato ribadito a chiare lettere al commissario Penta nel corso dell’ultimo incontro avuto con gli ex-consiglieri Rudi Rieder e Alberto Filippi e adesso con una lettera aperta in cui si va soprattutto a sottolineare come lo strumento del referendum non vada forzato per gli interessi di pochi, per non dire di uno. Il Consiglio comunale si era già legittimamente espresso, solo lo sconcertante coup de théatre di Spagnolli ha rimesso in pista il progetto bocciato. La partita ora dovrebbe almeno essere leale, anche se non ci facciamo nessuna illusione a questo proposito, sia in termini di par condicio che di rispetto del risultato della consultazione: se vincesse il no, l’esito del voto dovrebbe finalmente essere rispettato. Almeno questo il commissario Penta lo deve alla città.

Sulle mille criticità di questo progetto si sono espressi i molti esperti che – inascoltati dai decisori – lo scorso anno hanno partecipato all’istruttoria pubblica.

  • Il prezzo concesso alla Signa a nostro avviso è decisamente sottodimensionato per un’area di tale pregio. Con una domanda di attualità avevamo cercato di capire come l’ufficio estimo fosse giunto alla determinazione del prezzo, ma le risposte ottenute erano tutt’altro che esaustive. E adesso con una richiesta di accesso agli atti abbiamo chiesto una copia della stima, per farla valutare a dei tecnici indipendenti;

  • le criticità legate alla mobilità restano centrali: è lapalissiano che la zona esploderebbe di traffico, come rilevato dagli esperti nel corso dell’istruttoria pubblica. Come pensare di creare centinaia di posti auto che per definizione attraggono traffico appesantendo così un’area già al limite?

  • sempre legata al tema della mobilità è il paventato spostamento della stazione delle autocorriere. Un costo enorme per ottenere un risultato pessimo, con migliaia di passaggi giornalieri sul già oberato asse via Garibaldi, piazza Stazione, via Renon. Un’assurdità;

  • il parco della Stazione, il polmone verde della zona, non può essere pesantemente sacrificato. Si tratta di un bene comune non riproducibile, evidentemente, che va salvaguardato dagli appetiti speculativi;

  • il commercio di vicinato – con le sue positive ricadute occupazionali fatte di contratti stabili e di qualità, oltre al suo ruolo imprescindibile nel contesto urbano – è minacciato dalle politiche di liberalizzazione selvaggia del commercio.

Questi e altri motivi sono alla base del nostro chiaro no al progetto Benko, dal suo avvio con una incredibile legge ad personam fino a questo referendum. Dove sta l’interesse pubblico?

M5S Bolzano

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