M5S Alto Adige-Südtirol

Astensionismo in Alto Adige, colpa della scarsa informazione: niente spazi sulla Rai di lingua tedesca

«All’indomani della consultazione referendaria sulle trivelle è doveroso interrogarsi sulla preoccupante astensione che ha caratterizzato l’Alto Adige, vera e propria maglia nera di partecipazione con il suo 17,6% di votanti. Accanto agli inaccettabili appelli all’astensione, certamente anche il vuoto informativo ha la sua responsabilità: gli spazi di informazione sono stati ridotti all’osso, soprattutto nel servizio pubblico. Un problema che in Alto Adige si è verificato più che altrove. E non solo a causa dei tagli agli stanziamenti per i Mag (messaggi autogestiti gratuiti) per le emittenti locali, ma soprattutto perché il Governo non ha previsto sulla Rai spazi di informazione in altre lingue diverse dall’italiano in una regione dove la maggioranza della popolazione parla tedesco e si informa quasi esclusivamente su mezzi di informazione in lingua tedesca». Lo dichiara il deputato M5S Riccardo Fraccaro, che sul tema è intervenuto con tre distinte interrogazioni, due indirizzate al Governo, al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’economia e delle finanze e una alla vigilanza Rai.

«Oltre a non aver assegnato risorse alle emittenti private altoatesine per i Mag – spiega Fraccaro – il Governo non si è nemmeno curato di regolamentare la comunicazione sull’emittente pubblica in altre lingue minoritarie presenti in Italia, nel caso specifico in tedesco su Rai Südtirol. Silenzio totale anche dai parlamentari altoatesini. Se consideriamo che in provincia di Bolzano il 65% circa della popolazione dai 16 anni in su è di madrelingua tedesca e che una parte significativa di essa non ha una comprensione ottimale dell’italiano, capiamo che il quadro è preoccupante. Facendo due conti, qualcosa come 100mila elettori di lingua tedesca non hanno potuto beneficiare di una sufficiente informazione sul referendum. E poi ci stupiamo che in Alto Adige si sia registrata l’affluenza più bassa d’Italia! Non è degli altoatesini la colpa, ma del Governo: che ora deve spiegare perché non ha garantito il diritto all’informazione sul referendum alla popolazione di lingua tedesca».

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