M5S Alto Adige-Südtirol

Mozione sulla voluntary disclosure, ma alle Pmi chi pensa?

Avevamo cercato in tutti i modi di mettere le mani avanti: la nostra doveva essere una proposta non ideologica, portata avanti insieme alla Cna e al suo presidente Claudio Corrarati, non esattamente un grillino sfegatato. Ma soprattutto era una proposta sensata e riconosciuta tale da mezzo Consiglio provinciale: i contrari sono stati 18 (Svp, Pd, Artioli), 9 i favorevoli (M5S, SF, Alto Adige nel cuore, Verdi, Pöder) e 5 gli astenuti (Freiheitlichen). Non dalla maggioranza Svpd evidentemente, che ha motivato il suo no prendendo tempo (“non vogliamo già stabilire destinazione uso delle risorse”) e appellandosi a cavilli (“dobbiamo prima chiarire come fare, valutare il diritto europeo di aiuti alle imprese…”). Naturalmente le cooperative di garanzia svolgono un ruolo che è impossibile confondere con gli “aiuti di Stato” alle imprese e basta leggere la mozione per capire che volutamente non vi si stabiliva alcun tipo di vincolo operativo per la Giunta su come attuarla. Si trattava semplicemente di un segnale politico concreto per avviare il finanziamento – grazie a un extragettito insperato –  di uno strumento trasparente che andasse a garantire dei crediti deteriorati permettendo a tante piccole aziende locali di respirare e di assorbire in un lasso di tempo ragionevole la botta subita.

Prendiamo atto che purtroppo non c’è la volontà politica di dare priorità alle Pmi e tutto questo proprio nel giorno in cui sui giornali leggiamo che la liquidazione di una grande impresa edile come la Cle – per portare un esempio importante tra i molti altri – sta mettendo in grave difficoltà le molte piccole aziende artigiane (e non solo) che si trovano nella delicata situazione di subire una crisi di cui non portano in alcun modo la responsabilità.

Paul Köllensperger M5S

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