M5S Alto Adige-Südtirol

E la chiamano democrazia

L’emendamento al ddl 96 era di quelli neutri, meramente tecnici, di quelli insomma che vanno a colmare un’evidente lacuna nella normativa. Ecco il nocciolo della questione: i consiglieri comunali hanno diritto ad “assentarsi dal servizio per poter partecipare alle sedute del consiglio compreso il tempo necessario per raggiungere il luogo ove si svolgono le sedute”, recita Il comma 1 dell’art. 30 della legge provinciale 6/15; il nostro emendamento andava semplicemente a migliorare la norma, estendendo il diritto anche alle riunioni delle commissioni consiliari (la cui partecipazione è obbligatoria, non certo facoltativa). Si trattava di una semplice omissione della norma, gli stessi giuristi del Comune di Bolzano avevano confermato la necessità di intervenire, oltre che l’art. 79 comma 3 del Testo unico sull’ordinamento delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.

Oggi – incredibilmente – l’emendamento è stato bocciato dalla maggioranza in Consiglio provinciale. Le motivazioni? Probabilmente un semplice riflesso pavloviano: l’emendamento è firmato M5S, va affossato. Già, ma il merito della questione? E la conciliazione lavoro – attività politica per i consiglieri comunali? (Un tema questo a cui le donne sono ancora più sensibili considerati gli impegni familiari che spesso gravano soprattutto sulle loro già oberate spalle). Una mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri comunali che lavorano, anche dei loro stessi colleghi di partito di Svp e Pd, ma più in generale per le assemblee legislative. Niente di nuovo insomma, stessa impostazione della riforma costituzionale di Renzi.

E quindi ecco il capogruppo che tende il pollice verso il basso – e succede davvero così, non è un’immagine divertente per rendere l’idea – e tutti dietro come automi a premere il bottone. E la chiamano democrazia…

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