M5S Alto Adige-Südtirol

La Sasa al capolinea?

Il classico vaso di coccio tra quelli di ferro. La guerra tra fazioni Svp e i relativi gruppi di potere rischia di cancellare il futuro di Sasa, stretta come si ritrova tra pesi massimi come la privata SAD di Gatterer, Durnwalder, Kompatscher, Silbernagl e i loro obiettivi nel settore dei trasporti pubblici in vista del bando miliardario del 2018, con l’assessore Mussner palesemente in imbarazzo nel ruolo di spettatore attonito. Per un soffio, la nostra mozione per permettere l’ingresso della Provincia nel capitale sociale di Sasa –  che garantirebbe l’affidamento in house per evitare bandi di gara alla prossima scadenza delle concessioni – è stata bocciata oggi in Consiglio: 14 i favorevoli, 14 i contrari, un astenuto (e purtroppo al momento del voto mancava anche un consigliere d’opposizione).

Un sonoro schiaffo assestato dalla maggioranza ai Comuni di Bolzano, Merano, Laives (soci di Sasa) e ai loro stessi colleghi di partito che nei comuni si sono espressi a favore della proposta. Ma soprattutto un sonoro schiaffo all’interesse pubblico. Il grande rammarico di questo pareggio (che per regolamento diventa una bocciatura) è infatti che la trasformazione in società in house di Sasa avrebbe definitivamente affossato il solito progetto PPP, dove la P di “pubblico” ha il ruolo della vacca da mungere, in un settore in cui francamente l’imprenditoria privata non ha ragione d’essere, considerato che la Provincia acquista i mezzi, poi versa 2.8 euro/km extraurbano al concessionario, poi si vede addebitare da Sad tutte le sue spese rendicontate a piè di lista (e parliamo di cifre notevoli, su cui sta indagando la Corte dei Conti) e infine il cittadino paga ancora il biglietto. Perché quindi mettere in mezzo concessionari privati come la Sad (che contrariamente a quanto in troppi pensano non è pubblica), che logicamente vuole ricavarci un margine di profitto? Dal momento che il 100% dei costi sono sostenuti dalla mano pubblica, non sarebbe più sensato seguire la strada intrapresa in Trentino, con una società interamente pubblica come Trentino Trasporti? Va sottolineato che non si rilevano differenze sostanziali tra l’efficienza del privato e del pubblico riguardo agli indicatori utilizzati in letteratura (costi e addetti /km, addetti amministrativi/personale viaggiante, ecc.).

Non meno scandalosa è stata la bocciatura dell’impegno ad acquistare mezzi a metano (o ibridi) e non diesel. I primi rappresentano il miglior compromesso ad oggi disponibile tra costi economici ed ecologici, ma la volontà è quella di andare avanti a gasolio, aggirando lo stesso Piano Clima Energia 2050 approvato dalla Giunta e un nostro precedente Odg alla legge sulla mobilità pubblica approvato dal Consiglio provinciale. Motivo? Non certamente quelli che l’Assessore, sempre in imbarazzo di fronte a queste scelte indifendibili, ha cercato di elencare, ma che poi risultano puntualmente smentite dalle sue stesse risposte a precedenti interrogazioni: il metano costa meno del diesel, i mezzi hanno una potenza sostanzialmente identica e quindi nessun problema in salita (che nelle tre città di fondovalle servite da Sasa non rappresenta comunque un problema). Perché quindi insistere con l’acquisto di 124 bus a diesel e rimandare di “5 o 6 anni” la sostituzione del parco macchine con mezzi meno inquinanti? Difficile trovare un interesse pubblico nell’acquisto di bus a gasolio per 38 milioni di euro…

In conclusione, non si può che definire bruttissima la giornata di oggi per Sasa e in generale per il Trasporto pubblico locale, che paradossalmente è sempre meno pubblico.

 

Paul Köllensperger M5S Alto Adige / Südtirol

 

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