M5S Alto Adige-Südtirol

I tagli alle indennità? Una mera partita di giro

Ormai ci siamo abituati e anche in questo caso la montagna ha partorito il topolino. Il disegno di legge approvato ieri in commissione (con i voti di Svp e Freiheitlichen), avrebbe dovuto avviare il tanto atteso taglio delle indennità percepite dai politici. Usiamo il condizionale perché è stata sì ridotta l’indennità lorda del Landeshauptmann, ma gli emendamenti del capogruppo Svp Steger hanno alzato le indennità della Giunta, introdotto benefici aggiuntivi per i capigruppo (1.100 euro che scendono a 600 per i gruppi formati da un solo consigliere) e hanno eliminato qualsiasi riferimento al decreto Monti, a cui anche la Giunta provinciale dovrebbe adeguarsi. In estrema sintesi: risparmi sul lordo, il netto resta pressoché invariato. La montagna e il topolino, si diceva…

Troviamo inaccettabile che la Svp tenti il gioco delle tre carte facendo passare la difesa delle indennità per difesa dell’autonomia. Si tratta evidentemente di due concetti ben distinti e in questo senso bisogna dare atto al presidente trentino Ugo Rossi di essersi comportato ben diversamente, intervenendo in prima persona per adeguare le indennità della giunta trentina al decreto Monti.

Sarebbe interessante capire dove sta il risparmio milionario assicurato dall’Svp e abbiamo già presentato alcuni emendamenti affinché vengano eliminate queste inutili indennità aggiuntive per i capigruppo.

Resta inteso che qualora questo ddl dovesse essere approvato, il consigliere Paul Köllensperger rifiuterebbe l’indennità supplementare prevista, continuando a percepire i 2.500 euro netti mensili, come indicato dal codice etico che ha sottoscritto prima delle elezioni provinciali.

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