M5S Alto Adige-Südtirol

Le nostre perplessità sull’accordo tra Provincia, Regione e Corte dei Conti

La nostra democrazia si fonda sul delicato equilibrio di pesi e contrappesi tra le diverse istituzioni. Un caposaldo irrinunciabile, un principio che dovrebbe essere considerato inderogabile. Non sempre è così, a quanto pare.

La Corte dei Conti garantisce indipendenza e rigore nei controlli sull’operato della Pubblica amministrazione. La notizia di un accordo tra Regione / Provincia di Bolzano e Corte dei Conti per delegare importanti funzioni dalla magistratura contabile ai dirigenti provinciali è piuttosto inquietante. La nota dell’ufficio stampa provinciale – accompagnata dalle foto dei  sorridenti partecipanti all’incontro – parla di possibile delega dal pubblico ministero contabile per “effettuare adempimenti istruttori a dirigenti e funzionari dell’amministrazione individuati in base a criteri di professionalità e territorialità”. Si legge poi che “i provvedimenti istruttori del pubblico ministero, inoltre, saranno indirizzati anche ai segretari generali dei due enti in modo che possano presidiarne la puntuale esecuzione”. E’ poi vero che questa possibilità è prevista dal Codice di giustizia contabile, ma andrebbe anche detto che la stessa raccolta di leggi prevede solo in via eccezionale il ricorso a questa possibilità. E’ davvero quello che accadrà? In definitiva la separazione dei poteri deve restare netta, per evitare che controllori e controllati si possano confondere.

L’accordo in questione, almeno per ora, non è stato sottoscritto dalla Procura contabile e dalla Provincia di Trento. Che abbiano avuto le nostre stesse perplessità?

Sono passati quasi tre secoli da quando il pensatore politico francese Montesquieu teorizzò in modo sistematico questi principi, che hanno in seguito improntato gli ordinamenti delle entità statali così come le conosciamo oggi. E proprio Montesquieu ebbe a dire che “il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente”: un severo monito rivolto al legislatore per favorire sempre più lo sviluppo di anticorpi contro la corruzione, a partire dalla netta distinzione tra potere politico e giudiziario.

Infine una domanda, del tutto retorica naturalmente: sarà un caso che questo accordo sia stato siglato solo all’indomani dell’uscita di scena del procuratore Robert Schülmers?

La sede bolzanina della Corte dei Conti

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