M5S Alto Adige-Südtirol

I privilegi generatori di antipolitica

Giovedì 11 maggio torneranno ad echeggiare in piazza Magnago gli slogan dei tanti cittadini delusi dai mille bizantinismi escogitati dall’Svpd per non cedere nulla dei propri privilegi. Quattro anni fa è scoppiato grazie al M5S lo scandalo vitalizi, ma da allora troppo poco si è fatto e quel poco è apparso ai più persino provocatorio: come definire altrimenti i nuovi “aumenti di stipendio” previsti per capigruppo e presidenti di commissione? E la sceneggiata sulle indennità per i membri della Giunta? Eppure il decreto Monti è piuttosto chiaro… Ma il contribuente ha comunque dovuto pagare le parcelle per le consulenze dei professori Caia (chiaro a riguardo dell’obbligo di applicare le riduzioni del decreto Monti anche dalle nostre parti) prima e Falcon dopo e si sarebbe andati avanti chissà quanto ancora, finché un giurista non avesse messo nero su bianco il risultato desiderato: ossia che i limiti posti nel decreto da noi non si applicano. Non si ricorda analoga levata di scudi quando si trattava di applicare direttive dolorose di Roma nella sanità, o di accettare giudici senza patentino.

E qui veniamo al vero vulnus di questo modo di procedere, il danno di immagine inferto alla nostra autonomia, già vista altrove come un privilegio. Eppure una soluzione credibile la si poteva trovare senza tante complicazioni. Al presidente del Trentino Rossi va ad esempio dato atto di essere intervenuto subito su questa delicata questione, e senza abusare dell’autonomia per difendere i suoi interessi. Mentre da noi si è scelta la furbata di tagliare il compenso lordo (la facciata) per poi lasciare sostanzialmente invariato il netto (lo sostanza) grazie a un magheggio fiscale.

E si badi bene che siamo d’accordo con l’assunto maggiore mole di competenze = maggiore lavoro e responsabilità = maggiore compenso. Ci sembra corretto che un Presidente abbia uno stipendio anche alto, commisurato alla mole di lavoro e responsabilità, ma c’è modo e modo. Quello scelto rischia di danneggiare ancora una volta il nostro bene più prezioso, l’autonomia, già minacciato in questi anni di centralismo targato Pd, e che ha già subito l’incalcolabile danno d’immagine lasciatoci in eredità dalla giunta Durnwalder con la furbata sui vitalizi.

Ribadiamo infine – se ce ne fosse bisogno – che noi continuiamo a tagliarci volontariamente lo stipendio e che naturalmente rinunceremo agli aumenti previsti nel caso dovessero arrivare.

About author

Related Articles

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *