M5S Alto Adige-Südtirol

Legge elettorale, le proposte del M5S

Una premessa: le regole del gioco che vanno a normare i meccanismi della rappresentanza democratica dovrebbero (devono, ancora meglio) essere decise insieme. Purtroppo questo accade di rado, la maggioranza del momento cerca più o meno sempre di ritagliarsi una legge elettorale su misura ai propri interessi di bottega e questo è particolarmente sbagliato – oltre che triste – in Alto Adige, dove l’Svp è al potere da decenni.

Abbiamo presentato numerosi emendamenti al ddl 115, modifiche scritte nell’ottica di migliorare le regole elettorali per una migliore democrazia, ampliando le possibilità di scelta dei cittadini. Contiamo che la maggioranza saprà valutarle adeguatamente nella discussione in aula che speriamo non sia un mero passaggio di ratifica di decisioni prese altrove, ma un vero momento di dibattito e confronto.

Ecco i principali punti sui quali siamo intervenuti:

1) Rappresentanza del gruppo linguistico italiano in Giunta provinciale

Per garantire la massima rappresentatività al proprio gruppo linguistico, gli assessori italiani vengono indicati al Landeshauptmann dai consiglieri eletti del gruppo linguistico italiano con un voto a maggioranza. In caso di mancata indicazione o di mancato accordo entro i termini previsti, è facoltà del Presidente della Giunta provinciale provvedere alla nomina, in accordo con il/i solo/i partner di coalizione italiani.

2) Voto disgiunto, ovvero la possibilità di dare le proprie preferenze a candidati appartenenti anche a liste diverse

Il voto disgiunto permette agli elettori di scegliere tra i candidati di tutte le liste in competizione, non solo fra coloro che si candidano nella lista votata quindi, ossia di “disgiungere” le preferenze dal voto di lista. Il voto di lista resterebbe la chiave per l’assegnazione dei seggi, ma in questo modo si aumenterebbe la libertà degli elettori che potrebbero assegnare preferenze a qualsiasi candidato, indipendentemente dal partito di appartenenza.

3) Introduzione del voto per corrispondenza per tutti gli elettori

Attualmente il voto per corrispondenza nell’elezione del Consiglio provinciale è consentito “agli elettori residenti all’estero iscritti nel registro anagrafico dei cittadini residenti all’estero, nonché agli elettori temporaneamente dimoranti fuori provincia” (legge provinciale 8 maggio 2013, n.5). La nostra proposta consiste nell’estensione del voto per corrispondenza a tutti gli aventi diritto al voto, a cui va inviato, oltre al plico elettorale, anche l’opuscolo informativo di cui al punto 4. In sostanza tutti gli elettori che fanno richiesta al comune di iscrizione entro e non oltre il trentesimo giorno antecedente la data delle elezioni possono esercitare il voto per corrispondenza.

4) Pubblicazione di una brochure informativa riguardante le elezioni provinciali 2018

Sulla falsariga del referendum provinciale del giugno 2016, è importante per gli elettori ricevere una brochure informativa contenente i programmi delle liste candidate alle elezioni provinciali. Tutte le liste dispongono dello stesso numero di pagine in cui possono esporre i punti salienti del proprio programma elettorale. Tale brochure andrà adeguatamente pubblicizzata e resa accessibile anche sui canali istituzionali della Provincia, tra cui il sito del Consiglio provinciale e la Rete civica.

5) La rendicontazione delle donazioni e delle spese collegate alla campagna elettorale a partire da 100 euro

Attualmente i candidati delle liste che hanno partecipato alle elezioni e i candidati poi eletti devono presentare un rendiconto delle spese sostenute per la campagna elettorale e dei contributi finanziari ricevuti. Per quanto riguarda le donazioni, le prestazioni in natura e i servizi ottenuti gratuitamente, essi vanno indicati solo se superano l’importo o il valore di 5mila euro. La nostra proposta è di abbassare la soglia a 100 euro in modo da aumentare il controllo sulle donazioni e sui finanziamenti ai candidati alle elezioni provinciali.

6) Rappresentanza del gruppo linguistico ladino

La proposta più valida per garantire la rappresentanza del gruppo linguistico ladino consiste nell’introduzione di un collegio elettorale comprendente i comuni a maggioranza ladina. Il candidato più votato nei territori comunali di Ortisei Val Gardena, S. Cristina Val Gardena, Selva di Val Gardena, Corvara in Badia, Badia, La Valle, San Martino in Badia, Marebbe, nonché per le frazioni di Oltretorrente, Roncadizza e Bulla del Comune di Castelrotto ottiene dunque un seggio. Nulla vieta che un ladino possa essere eletto nella circoscrizione provinciale, ma così facendo la rappresentanza ladina è quantomeno garantita.

Nel caso in cui non si dovesse introdurre il collegio elettorale ladino, la nostra richiesta è che venga eletto quale rappresentante ladino il candidato ladino più votato nei comuni a maggioranza ladina sopraelencati.

Per le liste composte per lo più da candidati ladini andrebbero inoltre ridotti/dimezzati sia il numero di firme necessario per presentare la lista (200 anziché le 400 necessarie a livello provinciale), sia il numero minimo di candidati presenti in lista (6 invece di 12).

Infine, ai ladini andrebbe garantita la presenza nella Giunta provinciale. Attualmente si tratta di una Kann-Bestimmung, un ladino può entrare a far parte dell’esecutivo, noi vorremmo rendere vincolante il suo ingresso in Giunta.

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