M5S Alto Adige-Südtirol

A proposito delle lamentele di alcuni negozianti sul divieto di tenere le porte aperte

Le lamentele vengono da una minuscola minoranza di esercenti del Centro Storico che poi sono i più benestanti. L’ APA ha stabilito che le cascate d’aria costituiscono uno spreco energetico immotivato. Tanto più insopportabile in questo momento di dura austerità, alla quale la maggior parte delle famiglie italiana è sottomessa.

Se fosse vero che le porte aperte fanno aumentare le vendite, vi sarebbero due ulteriori ragioni per chiuderle.
Si attuerebbe una forma di concorrenza sleale nei confronti della stragrande maggioranza dei negozianti della città che le tengono chiuse. La stessa cosa accade a Milano. A lamentarsi sono i negozianti più ricchi di Corso Buenos Aires, protetti da Confcommercio.

In secondo luogo, promuovere il consumismo, quando il 50% delle famiglie italiane non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, equivarrebbe ad un crimine sociale, come incentivare il gioco d’azzardo.

Dovremmo invece prendere l’esempio dalla Svizzera:
“BERNA – La Confederazione intende risparmiare energia tagliando sul consumo di elettricità delle vetrine di negozi. Lo ha affermato la portavoce dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) Marianne Zünd confermando un articolo della «NZZ am Sonntag». Nel suo catalogo di misure indirizzato ai Cantoni, pubblicato dal domenicale, la Confederazione consiglia di ridurre il periodo di illuminazione di vetrine e réclame illuminate.

Per quanto attiene all’illuminazione delle facciate di edifici, l’UFE si chiede se non sia il caso di ridurre drasticamente – o addirittura farne a meno – il consumo di elettricità. L’UFE propone inoltre provvedimenti a livello di edifici. Ispettori formati ad hoc dovrebbero verificare ogni dieci anni le istallazioni sanitarie, di aerazione, riscaldamento ed elettriche degli immobili e proporre miglioramenti ove fosse il caso.

Nelle intenzioni dell’UFE, i proprietari dovrebbero sopportare i costi degli interventi. Da questo catalogo di misure, l’UFE si attende risparmi per circa 6 milioni di kilovattora fino al 2050. Stando alla Zünd, tale cifra corrisponde al consumo energetico annuo di 12 mila economie domestiche”.

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