M5S Alto Adige-Südtirol

Cooperative edili

Cooperative Edili

Esiste ancora lo spirito cooperativo o sono diventate imprese che perseguono finalità di utili?

In merito alla polemica relativa alla diminuzione delle metrature nel nuovo quartiere di via Druso, ritengo che pochi abbiano colto il motivo del reclamo delle cooperative.

Logica vorrebbe che fossero contente: più appartamenti da costruire più famiglie accontentate, maggiori utili. Già maggiori utili perché le cooperative di oggi non sono più quelle di una volta, dedite esclusivamente alla cooperazione. Sono imprese a tutti gli effetti e per vivere devono fare utili. L’esempio da seguire e quello della CLE (Cooperativa Lavoratori Edili). Quella per intenderci che ha costruito tre edifici uno appiccicato all’altro in Via Tre Santi per edilizia privata e che adesso, non si sa come, abbia potuto ottenere la licenza edilizia in Via Crispi nell’ex giardino del Dopolavoro Ferroviario, per alloggi privati con una microstruttura infantile. Geniale compensazione per uno degli scempi edilizi destinato a rimanere nella storia della città? Basta andare a prendere un caffè nel bar del Dopolavoro e guardare dalla finestra per rendersene conto.

Adesso un’altra coop, ma se passa il progetto, forse sarà sempre la stessa a costruire, s’interessa della zona sportiva di Via Cadorna, zona di pregio, fronte passeggiate del Talvera, ambitissima, da destinare al ceto medio (90.000 euro lordi famiglia di tre persone) a riscatto. C’è anche la garanzia del Vice Sindaco, ritiratosi dall’affare il 22 febbraio 2010, meno di tre mesi dalla sua elezione, da buon immobiliarista, forse per seguire meglio la pratica senza essere accusato di conflitto d’interessi. Sarà interessante scoprire i nomi dei futuri assegnatari, poiché sicuramente le richieste non mancheranno.

Tornando in Via Druso, il mal di pancia delle cooperative non riguarda la metratura che in definitiva segue la statistica relativa alla composizione delle famiglie. Con un coefficiente familiare 1,40 non si può condannare la scelta della Giunta Comunale, che però, a differenza delle cooperative , si ostina a non tener conto della domanda abitativa in città.

Non si affitta e non si vende. Le banche sono restie a concedere mutui, le prospettive di lavoro diminuiscono. Questi sono i problemi! Di ciò si preoccupano le cooperative. Più alloggi ci sono da piazzare, più aumentano le difficoltà di trovare nuovi soci. La varietà di metratura potrebbe aiutare, poiché la domanda maggiore riguarda l’acquisto del nuovo con la vendita del vecchio di metratura inferiore o anche superiore, ma in quest’ultimo caso non si può acquistare in cooperativa.

Noi continuiamo a sostenere che la costruzione del nuovo quartiere sia un grave errore, destinato ad aumentare le spese correnti del Comune per la fornitura delle infrastrutture. Oltre a consolidare lo spreco di milioni di metri cubi di cemento fra alloggi, uffici, negozi, capannoni, magazzini, che pare non interessi a nessuno.

Ripreso in parte da quotidiano Alto Adige – Bolzano il 4-aprile 2013

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