M5S Alto Adige-Südtirol

Democrazia diretta in Alto Adige-Südtirol. Il M5S dalla parte dei cittadini

Le 17.633 firme raccolte dal comitato di 58 cittadini per richiedere il referendum confermativo sulla legge ammazza-partecipazione della SVP sono valide. Il 2013 si chiude con una vittoria in grande stile che alimenta la fiducia nel processo per il rafforzamento democratico avviato da cittadini e associazioni uniti nel fronte comune di Initiative für mehr Demokratie.

I cittadini del MoVimento 5 Stelle accolgono con estrema soddisfazione la notizia e rinnovano con vigore l’appoggio all’iniziativa promossa dai cittadini dell’Alto Adige-Südtirol, opponendosi fermamente alla legge approvata con i soli voti dei consiglieri provinciali della SVP allo scadere della scorsa legislatura.

A seguito della sentenza del Tribunale di Bolzano, i rappresentanti del comitato promotore avranno quindi diritto agli spazi per le affissioni sulle superfici riservate alla propaganda per la consultazione referendaria che avrà luogo il 9 febbraio. Gli stessi potranno inoltre beneficiare degli spazi messi a disposizione sulle emittenti pubbliche per trasmettere il messaggio politico di orientamento al voto: ‘un deciso NO alla legge della SVP’.

I portavoce del M5S si sono adoperati per richiedere la presenza degli osservatori internazionali per il monitoraggio delle procedure all’ormai imminente referendum. Dopo lo strampalato intervento della commissione referendaria è necessario trasmettere un messaggio rassicurante alla cittadinanza per garantire la trasparenza del processo burocratico e la correttezza dello svolgimento della campagna referendaria. Da una parte, a livello nazionale, il portavoce alla Camera dei Deputati Riccardo Fraccaro ha interessato il Ministro degli Esteri Emma Bonino per sollecitare l’intervento della Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto, nota come Commissione di Venezia. Dall’altra, il consigliere provinciale Paul Köllensperger ha contattato l’assessora Kasslatter Mur, rappresentante della provincia di Bolzano presso ilCongresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, per favorire un intervento analogo.

La controversa vicenda, dove il protagonista nefasto è stato il presidente della commissione referendaria, dott.ssa Margit Falk-Ebner, ha avuto un lieto fine. Nonostante ciò si è evidenziato un vulnus istituzionale inaccettabile, in merito sia alle modalità di nomina dei giudici del TAR che ai criteri stabiliti per la costituzione della commissione referendaria. La nuova Giunta dovrà porvi rimedio con urgenza. I cittadini della provincia di Bolzano stanno scrivendo la storia in tema di democrazia diretta e il M5S partecipa con grande speranza all’esperienza con il sogno di diffondere la pratica della partecipazione popolare diretta agli altri enti locali italiani.

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