M5S Alto Adige-Südtirol

Addio ai privilegi, la proposta del Movimento 5 Stelle

alt

Un disegno di legge che vada a rivedere in modo radicale il trattamento economico e pensionistico dei consiglieri regionali, riportando milioni di euro nelle casse pubbliche: lo chiedono i cittadini, lo impone la decenza. Il Movimento 5 Stelle – unico tra i gruppi consiliari – ha presentato questa mattina in Consiglio a Trento la sua proposta, percorribile giuridicamente ed equilibrata rispetto alle aspettative degli elettori.

Se questa proposta divenisse legge, il Consiglio regionale recupererebbe la sua dignità e anche la sua competenza di legislatore che invece gli altri gruppi consiliari hanno permesso alla Giunta e ai suoi consulenti di scippare, ripetendo lo stesso errore del disegno di legge n. 51 del 2012 nel quale prevalgono gli aspetti tecnici a discapito di quelli politici. Ecco i punti principali del ddl.



  • Il disegno di legge, a differenza del precedente ddl 51/2012 che si collegava alla spendig review e al trattamento economico dei Parlamentari, si apre con il preciso riferimento ai principi costituzionali di ragionevolezza, equità e giustizia;

  • questi dettami costituzionali sono evidentemente disattesi dalla legge regionale n. 6 del 2012 che è quindi da considerare illegittima e i vitalizi ivi previsti possono conseguentemente essere aboliti di diritto. Questo vale per gli anticipi erogati, incluse le quote del Fondo Family, ma anche per i 210mila euro ricevuti dai consiglieri della XIV legislatura poi rieletti;

  • la Regione non è un ente pensionistico e i vitalizi non sono assimilabili a trattamenti pensionistici. La retroattività degli interventi proposti nel ddl è in questo caso legittima (l’ordinamento la esclude espressamente solo per le norme penali) perché ristabilisce i già citati criteri costituzionali di ragionevolezza, equità e giustizia nelle norme precedenti che andavano a regolamentare la materia ovvero in quelle contenute nella giustamente famigerata legge regionale n. 6 del 2012;

  • si rivede l’indennità percepita dai consiglieri che diviene parametro di ricalcolo per il passato, dato che per il futuro i vitalizi vengono aboliti di ufficio;

  • gli acconti versati ai consiglieri e le relative quote del Fondo Family andranno restituiti, come anche parte dei vitalizi già percepiti in passato dagli ex-consiglieri, ricalcolati secondo la nuova e finalmente equa indennità prevista dal ddl.

About author

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *