M5S Alto Adige-Südtirol

Bergmeister, lobbista per caso

Per sottolineare con maggiore forza una caratteristica che di per sè dovrebbe già essere intrinseca di un’istituzione scolastica, quando l’università di Bolzano fu fondata si decise di aggiungere alla sua denominazione ufficiale anche l’aggettivo “libera”. Un bellissimo aggettivo. Libera Università di Bolzano.

E ora qualche semplice interrogativo: può il presidente di una simile istituzione ricoprire contemporaneamente anche i ruoli di direttore della società Bbt e – è notizia ancora fresca di stampa – membro del gruppo per la pianificazione del progetto Benko? Non pensa Bergmeister di mettere seriamente a rischio l’autorevolezza e la neutralità dell’ateneo che presiede – un’istituzione pubblica finanziata con denaro pubblico – accodandosi a precisi gruppi di interesse? Possibile che in casa Pd ed Svp non se ne accorga nessuno, che nessuno noti quella che dovrebbe essere la banalità di queste domande lapalissiane?

Come Movimento 5 Stelle abbiamo già avuto parecchie occasioni per chiedere le dimissioni di Bergmeister (la grottesca vicenda della mancata pubblicazione dello studio Public Health è solo l’ultima), ma il nostro non vuole essere un trito espediente retorico: pensiamo sia davvero doveroso e urgente avviare un dibattito nell’opinione pubblica e nelle assemblee legislative sull’opportunità che una personaggio così smaccatamente al servizio di lobbies presieda la nostra università, è un dovere di rispetto per la democrazia non rimanere colpevolmente inerti.

Intanto lo shopping continua: è la politica del fatto compiuto. Benko si è comprato anche il Virgolo e ora sappiamo a cosa serviva la nuova funivia che con tanta magnanimità il progetto Kaufhaus regalava alla città: a collegare una proprietà di Benko a un’altra proprietà di Benko. Tutti scintillanti non-luoghi al servizio dei consumatori, dove poter spendere, spendere, spendere.
Renè Benko poi non ha certo bisogno di altri aiuti e aiutini: Bergmeister se ne faccia una ragione, non conta granchè in una partita dove gli interessi in gioco sono talmente enormi da aver piegato ai propri fini anche l’indipendenza della politica. La variante alla legge urbanistica – ormai universalmente nota come lex Benko – pensiamo sia stata già più che sufficiente per mettere nelle mani del miliardario austriaco un pezzo del centro storico cittadino, così che possa continuare ad accumulare altri miliardi nel suo conto in banca. Grazie Pd, grazie Svp.

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