M5S Alto Adige-Südtirol

Il parco della stazione è salvo: quando la democrazia diretta aiuta la politica – Wir haben den Bahnhofspark gerettet: die direkte Demokratie hilft der Politik

Tra i molti pregi della democrazia diretta c’è il suo agire preventivamente: la prospettiva di doversi confrontare con una consultazione referendaria su un tema controverso, spinge gli amministratori pubblici a considerare con attenzione scelte che potrebbero finire sconfessate dai cittadini. Ed ecco un esempio di stretta attualità: il Comune è stato costretto a “salvare” il parco della Stazione, anche grazie alla pressione del nostro Comitato referendario.

Lo si legge chiaramente nel giudizio di ammissibilità emesso ieri dalla Commissione referendaria che chiarisce che secondo l’art. 59 comma 7 dello statuto comunale, il referendum non debba essere indetto quando la proposta del Comitato promotore sia stata accolta dall’organo comunale competente.

La richiesta del Comitato – lo ricordiamo – era di indire un referendum consultivo per sapere dai cittadini se volessero “…che la riqualificazione urbanistica dell’area compresa tra via Alto Adige, via Perathoner, Piazza Stazione e via Garibaldi comporti l’eliminazione di Verde Pubblico (Parco Stazione) o di parte di esso”.

Il referendum è stato evitato proprio per la recente introduzione nel Piano di riqualificazione urbanistica della zona della stazione delle autocorriere di una clausola in cui l’area di verde pubblico, il parco, dovrà mantenere le stesse dimensioni (11.413 mq), la stessa quota e la stessa caratteristica di essere alberata (verde profondo).

Il comitato promotore, sostenuto dal M5S bolzanino, manifesta grande soddisfazione per l’effetto positivo che la richiesta di indizione di referendum ha contribuito ad avere sulle scelte urbanistiche degli amministratori e conferma l’attenzione che continuerà a riservare a questo progetto di riqualificazione della città. Progetto che deve partire dalle vere esigenze della cittadinanza, del commercio e della mobilità con un occhio di particolare riguardo per un bene pubblico quale il Parco della stazione, che ha bisogno immediato di maggiore cura e rispetto in quanto patrimonio verde collettivo della città e dei suoi visitatori.

Ein großer Vorteil der direkten Demokratie ist, dass sie auch präventiv einschreiten kann: wenn die Verwalter der Politik vor die Möglichkeit eines Referendums zu einem umstrittenen Thema gestellt werden, nehmen sie diese Möglichkeit ernsthaft in Betracht. Ein Beispiel untermauert diese These: die Gemeinde Bozen sah sich – auch Dank des Drucks unseres Bürgekomitees- dazu gezwungen, den Bahnhofspark zu “retten”. Dies geht aus dem Schreiben zur Zulässigkeit des Referendums hervor, wonach laut Artikel 59, Komma 7 des Gemeindestatuts steht: “7. Die Volkabstimmung wird nicht abgehalten, wenn der Gemeinderat innerhalb von 30 Tagen ab der Zustellung der Zulässigkeitserklärung die entsprechende normative Bestimmung abändert oder außer Kraft setzt oder den Vorschlag des PromotorInnenkomitees annimmt.”

Das Bürgerkomitee, das vom Bozner M5S unterstützt wurde, hatte eine beratende Volksabstimmung mit folgender Fragestellung verlangt: ““Möchten Sie dass durch die städtebauliche Aufwertung der Zone Südtirolerstraße- Perathonerstraße- Bahnhofsallee – Bahnhofsplatz – Garibaldistraße die Zone Öffentlichen Grüns “Bahnhosfpark” teilweise oder vollständig beseitigt wird?”

Das Referendum wurde abgewiesen, weil im neuen Urbanistikplan zur Aufwertung des Bahnhofsareals eine Klausel eingefügt wurde, die besagt, dass das öffentliche Grün (der Bahnhofspark) in derselben Form und Ausdehnung erhalten bleiben soll (die 11.413 qm bleiben demnach bestehen).

Das Komitee zeigt sich über diese Entscheidung und den Beitrag, der durch den Referendumsvorschlag geleistet werden konnte, sehr erfreut. Das Projekt zur Aufwertung muss von den Bürgern mitgetragen werden und deren Ansprüchen gerecht werden, da es sich um ein öffentliches Gut, sprich den Bahnhofspark, handelt.

Il comitato promotore / Das Bürgerkomitee:

Maria Teresa Fortini

Michaela Verena Abate

Klaus Griesser

Dario Tulipano

Francesco Gungui

Ione Liverani

Fabrizio Franchi

Paolo Giacomoni

Claudio Vedovelli

Giuseppe Gennuso

Alexander Donghi

Marco Armani

Roberto Gottardi

Alessia Giangrossi

Marco Comarella

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