M5S Alto Adige-Südtirol

Riforme costituzionali, attacco al federalismo – Verfassungsreform, Angriff auf den Föderalismus!

Il grande problema italiano è il suo enorme debito pubblico e per iniziare ad abbatterlo è necessario aggredire acqua, luce e gas, ossia le ricche utilities oggi gestite da comuni e regioni. Ecco quindi la modifica del titolo V della Costituzione, un tentativo di scippare agli enti pubblici territoriali i gioielli di famiglia, riportando sotto il controllo dello Stato numerose competenze oggi affidate alle regioni.

Il tutto con buona pace dei principi di ampliamento del federalismo, di sussidiarietà, di decentramento, tra i pochi, pochissimi temi su cui l’intero arco costituzionale pareva aver trovato un punto di convergenza, frutto di un sentire condiviso. La riforma Renzi – già approvata in prima lettura al Senato – rappresenta una così smaccata involuzione rispetto a un moderno decentramento politico-amministrativo da lasciare senza parole. Così com’è, la riforma riporta indietro le lancette dell’orologio di molti decenni, quando l’Italia era retta da uno Stato rigidamente centralista.

Alle inevitabili proteste dell’opposizione si sono aggiunte numerose defezioni nella stessa maggioranza e in Alto Adige perfino Oskar Peterlini, un rappresentante Svp che è anche un esperto di diritto costituzionale, ha definito inaccettabile la riforma. L’avevamo scritto e lo ribadiamo: è decisamente pericoloso barattare una precaria clausola di salvaguardia della nostra autonomia con il voto favorevole dei parlamentari altoatesini alla complessiva riforma. L’Alto Adige non si salva da solo dal centralismo romano.

Das größte Problem in Italien ist die hohe Staatsverschuldung. Um den Schuldenberg zu bekämpfen, greift man auf die reichen Utilitys zurück, nämlich Wasser, Licht und Gas, die derzeit von den Gemeinden und Regionen verwaltet werden. Die Reform des Fünften Titels der Verfassung will den Gebietskörperschaften Kompetenzen streichen, um diese wieder dem Staat zuzuordnen. Föderalismus, Subsidiarität und Dezentralisierung werden über den Haufen geworfen. Renzis Reform, die vom Senat bereits teilweise genehmigt wurde, stellt einen Rückschritt im politisch-verwaltungstechnischen Denken dar. Diese Reform erinnert an einen streng zentralistisch geführten Staat, wie es in Italien vor einigen Jahrzehnten der Fall war.

Gegen die Reform hat sich die Opposition ausgesprochen, aber auch einige Abtrünnige der Mehrheit. In Südtirol hat sogar Oskar Peterlini, ein Verfassungsexperte sowie Vertreter der Svp, gesagt, dass eine solche Reform unannehmbar ist. Wiederum möchten wir folgendes wiederholen: es ist äußerst gefährlich, eine unstabile Schutzklausel unserer Autonomie mit der Zustimmung der Südtiroler Parlamentarier einzutauschen. Südtirol kann sich nicht im Alleingang gegen den römischen Zentralismus wehren.

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