M5S Alto Adige-Südtirol

Svp, il momento di avere coraggio: tagliamo con il passato e rimuoviamo gli ultimi privilegi rimasti

La nuova generazione all’interno della SVP è compatta nell’esprimere la propria delusione verso i colleghi di partito che hanno deciso di fare ricorso in tribunale contro la legge di riforma dei vitalizi – di per sè fin troppo morbida – voluta dal loro Landeshauptmann e dal suo collega trentino. Ma la delusione non è certamente sufficiente: chiediamo alla SVP un passo molto più deciso. Il partito di maggioranza deve dare agli elettori, ai suoi militanti (quelli rimasti) ed ai cittadini in genere un chiaro segnale di volere rompere con il passato, con la veccia guardia, con una modo di fare politica dove l’interesse privato e quello pubblico si mescolano a danno del secondo, e dove la difesa dei privilegi e dei propri soldi ha il sopravvento su tutto il resto, sui sentimenti dei cittadini, sulla morale, sulla propria immagine, quella del partito e quella della politica in genere. Quindi la delusione deve lasciare spazio ad un sentimento più forte, il coraggio. Il coraggio di espellere senza se e senza ma dal partito coloro che hanno fatto ricorso. Questo è quello che chiediamo a chi ha la responsabilità del governo della nostra Provincia. Solo espellendo i ricorrenti, darete un chiaro segnale di discontinuità rispetto al passato, romperete definitivamente con chi ha preferito gli affari propri al bene comune, e ora difende i privilegi in tribunale alla faccia del cittadini che a fatica arrivano a fine mese con la scusa di voler salvaguardare la certezza del diritto. Se fosse quello il motivo, bastava un solo ricorrente, non ce ne volevano 66 e più.  

Questo è il primo passo per ridare dignità alla politica. Il secondo passo consiste nell’eliminazione degli ultimi ingiustificati privilegi rimasti, in quella lunga notte in cui in Consiglio regionale è stato approvata la riforma “versione light” della legge sui vitalizi. In primis il Consiglio regionale ora si accolla gran parte dei versamenti previdenziali dei consiglieri, che invece vanno a nostro parere per intero trattenuti dalla busta paga dei consiglieri stessi. Poi l’eliminazione della possibilità di andare in pensione già a 60 anni con una penalizzazione di solo il 10% sugli importi spettanti: in pensione si va alla stesa età come tutti i cittadini comuni. Terzo punto: i consiglieri eletti per la prima volta nella 14esima legislatura devono restituire i 212.000 euro che hanno ricevuto come restituzione dei versamenti effettuati durante la legislatura. Anche per loro vale il criterio dell’età pensionabile. Il M5s ripresenterà le modifiche che già aveva presentato sotto forma di emendamenti in quella lunga notte e che hanno trovato solo 6 voti a favore, con la maggioranza compatta a votare contro (sarà un caso che Ugo Rossi era tra i beneficiari dei 212.000 euro?) e vasta parte dell’opposizione in colpevole e collusa astensione (sarà un caso che tra le loro fila contano non pochi che hanno ricevuto questa stessa somma?).

Cara SVP, è arrivato il momento di avere coraggio e voltare pagina.

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