M5S Alto Adige-Südtirol

Funivia della Plose, niente trucchi

Proviamo a ricapitolare. Oltre un anno fa – gennaio 2014 – più di 100 cittadini brissinesi avevano presentato un ricorso al Tar per stralciare dal Puc di Bressanone la tratta funiviaria Bressanone-S.Andrea, con partenza dalla stazione, imposta dalla maggioranza senza tante lungaggini (leggi coinvolgere la popolazione sull’opportunità di far partire un viavai ininterrotto sopra le loro teste…).

In aprile la Provincia si costituisce “parte resistente” contro i cittadini brissinesi, ma in settembre la parola viene finalmente data ai cittadini, che esprimono la loro sovrana volontà – ma è davvero sovrana per tutte le forze politiche? – in un referendum dall’esito inequivocabile: i brissinesi non vogliono la tratta funiviaria imposta dall’alto. Conseguentemente, in ottobre la Giunta comunale delibera l’inizio dell’iter per la cancellazione dell’opera dal Puc.

E siamo ormai arrivati all’attualità. E’ notizia fresca di stampa la costituzione del Comune in “parte resistente” contro il ricorso presentato nel gennaio 2014 (e dunque – dopo l’esito del referendum – “contro” gli stessi cittadini brissinesi che amministra).

E quindi ecco qualche domanda che ci poniamo e a cui sarebbe interessante ricevere risposta.

  • Perché costituirsi parte resistente adesso?  La probabile giustificazione sarà “tanto abbiamo già deliberato la cancellazione, il ricorso non serve più”. Non sarebbe stato allora più logico procedere ad una costituzione del genere subito dopo la delibera, nell’ottobre 2014, con cui si è avviato l’iter di stralcio del progetto dal Puc? La giustificazione ipotizzata evidentemente appare pretestuosa… e non lascia tranquillo nessuno, i contrari al progetto ma neanche i favorevoli. Perché un referendum è una cosa seria, il cui risultato va rispettato.

  • Perché gli stessi consiglieri comunali non ne sapevano niente?

  • Perché il Comune, anziché farsi interprete della volontà democraticamente espressa dai cittadini, come sarebbe suo dovere, si costituisce per la decadenza del ricorso? Non sarebbe stato più logico lasciare che l’iter al Tar seguisse il suo corso senza ulteriori spese tecniche e lungaggini burocratiche? O se il Tar riconoscesse l’illegittimità della tratta sarebbe un smacco indigeribile per la maggioranza, alla vigilia delle elezioni?

M5S Alto Adige

About author

Related Articles

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *