M5S Alto Adige-Südtirol

Mobilità ferroviaria a Casanova, un’occasione persa

Che nel quartiere Casanova a Bolzano ci sia un problema di raggiungibilità è un dato di fatto. La linea 16 della Sasa che collega il quartiere con il centro città verrà soppressa tra pochi giorni, il treno passa per la sua stazione ferroviaria solo una volta all’ora e oltretutto circola quasi sempre il materiale rotabile di Trenitalia (e non i moderni Flirt della Sad), con i gradini per salire sui vagoni che impediscono a disabili e mamme con le carrozzine l’accesso al treno. Resta la linea 3, che però arriva in centro in tempi biblici, considerato il traffico e il lungo giro con le molte fermate che l’autobus deve affrontare.
Intanto a Casanova i cittadini si mobilitano con raccolte di firme: prima per cercare di ottenere una maggiore frequenza dei treni, poi per cercare di evitare la soppressione della linea 16. Ma sempre invano. Così agli abitanti del quartiere non resta che attendere il miglioramento della linea ferroviaria Bolzano-Merano che renderà tecnicamente possibile il passaggio di un maggior numero di treni. Già, ma ci vorranno anni… E intanto?
La nostra mozione 384/2015 che è stata discussa oggi in Consiglio provinciale, mirava a venire incontro alle esigenze di mobilità del quartiere, partendo dal presupposto dei limiti tecnici che la gestione dell’attuale linea impone. Con l’aiuto di un esperto di traffico ferroviario, abbiamo avanzato la proposta di aumentare il numero di fermate dei treni nella stazione di Casanova, grazie a una rimodulazione degli orari che non avrebbe comportato modifiche dei tempi di percorrenza, ma solo un minor numero di soste a Settequerce e Gargazzone, meno utilizzate rispetto alla popolosa Casanova (che, con il completamento del cosiddetto “lotto C”, vedrà ulteriormente aumentare il numero dei suoi residenti, a cui andranno sommati i pendolari attratti nel quartiere dalla nuova sede dell’Assb).
La nostra mozione mirava prudenzialmente a “valutare nei competenti uffici dell’assessorato alla Mobilità un cadenzamento più frequente nella stazione di Bolzano Casanova” e solo successivamente “ad aprire un tavolo di confronto con Rfi per implementare un nuovo orario, nell’eventualità che il punto 1 dovesse fornire riscontri positivi”.
Tratteggiato sinteticamente questo quadro, un cittadino di buon senso si aspetterà che una simile proposta sia stata approvata dal Consiglio provinciale… Vana speranza. La mozione è stata respinta, seppur di stretta misura, con 13 sì e 14 no. E intanto Casanova aspetta.

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