M5S Alto Adige-Südtirol

Manifestazione Tav/Bbt a Trento, le alternative a un progetto insensato

Il M5S porta avanti da anni la battaglia contro il progetto della nuova ferrovia del Brennero a livello locale, in Parlamento e nelle istituzioni europee. Per questo sosterrà la manifestazione NO TAV del 14 novembre a Trento (in piazza Dante, ore 14.30) organizzata dal Coordinamento trentino NO TAV ad un anno esatto dall’acquisto collettivo del terreno ad Acquaviva (Besenello) da parte di più di 700 persone.
Il TAV/BBT è il più grande cantiere europeo oggi attivo, un progetto che secondo le stime più aggiornate costerà la faraonica cifra di 53 miliardi di euro. Tutti soldi pubblici, ovviamente. Negli ultimi dieci anni i costi sono lievitati addirittura del 115 per cento, ma è stato realizzato solo il 4 per cento dell’opera, considerando che dal confine a Verona verrebbe scavato un sistema di gallerie di ben 640 chilometri.
A cosa serve tutto questo? Non certo a dotare il Paese di infrastrutture utili. Su incarico del M5S il Politecnico di Milano ha elaborato una valutazione che evidenzia che le previsioni di traffico ferroviario lungo l’asse del Brennero non corrispondono in alcun modo alla realtà, sono stati sottostimati i costi e sopravvalutati i benefici. Il progetto TAV Brennero non ha quindi delle basi scientifiche valide!
Tra materiali di scavo, distruzione di risorse idriche e consumo di suolo, la costruzione della nuova ferrovia avrà impatti devastanti e irreversibili sul pregiato e delicato ecosistema alpino, come ha sottolineato il presidente Ferdinando Imposimato lanciando l’allarme sui rischi di disastro ambientale connessi al Tav Brennero.
Lo studio Public Health dell’Università di Innsbruck inoltre, chiuso in un cassetto per dieci anni, ha evidenziato che il progetto non servirebbe a ridurre il traffico di Tir sull’autostrada e l’inquinamento atmosferico rimarrebbe elevatissimo. Il Tav del Brennero è un ecomostro che bisogna fermare.
In TrentinoAlto Adige i partiti lavorano al fianco delle lobbies, tutelano i gruppi di potere economico-finanziario e non gli interessi dei cittadini. Anche il Tav del Brennero è stato coinvolto nell’inchiesta su corruzione e grandi opere: uno dei manager arrestati, Stefano Perotti, ha vinto appalti da milioni di euro per il progetto. Lo stesso amministratore delegato della società incaricata di realizzare il tunnel di base, la BBT SE, ha patteggiato una condanna per appalti illegittimi.
Il Tav del Brennero è un’opera ad alta voracità. Le alternative ci sono, basta potenziare la ferrovia storica,
oggi utilizzata al 30 per cento delle sue capacità, incentivare il traffico merci ferroviario e disincentivare quello su gomma.
I soldi pubblici devono servire per il bene collettivo e comune attraverso opere utili e trasparenti e non per gonfiare le tasche di pochi imprenditori amici dei partiti.

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