M5S Alto Adige-Südtirol

Il Tpl e la trasparenza sui rimborsi milionari

Il sistema di trasporto pubblico locale muove tanti, tantissimi soldi: la torta è di quasi 170 milioni di euro annui. Con in ballo cifre simili un cittadino si aspetterebbe che il coltello dalla parte del manico lo tenesse la Provincia, cioè chi paga i concessionari. Macché, è l’esatto contrario. Ai concessionari privati dei servizi di linea, la legge provinciale concede infatti procedure di rendicontazione e controllo che possiamo eufemisticamente definire blande. Come giudicare quindi il fatto che i dati del chilometraggio percorso dai pullman vengono forniti alla Provincia anche un anno dopo lo svolgimento della corsa? Nel 2015, nell’era di Internet e dei rilevatori Gps, di cui ogni automezzo di linea è peraltro dotato? E come avviene quindi il controllo sui dati forniti dai privati, che – è bene saperlo – includono anche i (quanto numerosi?) chilometri a vuoto effettuati dai mezzi? La risposta è semplice: non c’è un controllo efficace e puntuale.

Ma il capolavoro della mancanza di trasparenza, ancor più grave, è la procedura che prevede l’indicazione da parte di concessionari dei costi a piè di lista per ottenere il rimborso dei costi per i servizi ferroviari, funiviari e del sistema informatico. Si tratta di voci di spesa per circa 30 milioni di euro rendicontate con uno strumento del tutto inadeguato! Tutti problemi che con un sistema interamente controllato dal pubblico come quello trentino – per molti aspetti virtuoso – verrebbero a cadere.

Purtroppo, su questo fronte sperare nella nuova legge è del tutto vano. Ci avevamo provato noi con un ordine del giorno a migliorare il testo e in aula l’assessore Florian Mussner ne ha onestamente riconosciuto la bontà. Bene, ottimo. Risultato? Il documento è stato bocciato con la scusa che i sistemi di gestione introdotti dalla nuova legge, dal 2019 verranno finalmente modificati (e di questo dobbiamo ringraziare la necessità di adeguare la nostra legislazione alle direttive europee). Già, ma considerati i milioni di euro sul tavolo non sarebbe stato il caso di intervenire subito? E soprattutto: anche nel nuovo testo di legge non è previsto l’obbligo di abolire il piè di lista nella rendicontazione e non si impone di utilizzare i dati Gps per verificare i chilometri dichiarati dai concessionari… Evidentemente i controlli non sono una priorità in Provincia e ci fermiamo qui, riservandoci però di sottoporre la questione alla Corte dei conti.

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