M5S Alto Adige-Südtirol

Legge sugli appalti, le proposte del M5S

La legge sugli appalti pubblici rappresenta davvero uno dei momenti fondamentali della legislatura. Il ruolo della Provincia nel dare impulso all’economia del territorio è decisivo: con circa 2 miliardi di euro annui di risorse movimentate, la nuova legge andrà a regolamentare quello che è il principale motore dello sviluppo economico e sociale dell’Alto Adige.
La logica di fondo del ddl 57/15 è condivisibile: promuovere le imprese locali, in particolare quelle piccole e medie, e cercare di tenere il valore aggiunto creato sul territorio. Tutto giusto, tutto corretto… Con un ma: è necessario trovare gli strumenti normativi per assicurare la trasparenza nella gestione delle gare, per favorire una vera concorrenza tra imprese locali che faccia emergere la qualità e l’imprenditorialità. Il M5s ha depositato oltre 40 emendamenti ed una relazione di minoranza, per contribuire al miglioramento del testo che andrà in aula settimana prossima e porre un freno alla cosiddetta imprenditoria “relazionale”, basata sulle conoscenze. E’ il merito che deve essere premiato nelle gare di appalto, non la fedeltà e il clientelismo: perché una concorrenza corretta portata avanti sulla base della capacità imprenditoriale va a vantaggio dell’intera area economica.

Cerchiamo ora, seppur sinteticamente, di entrare nel dettaglio di alcune proposte:

nella legge è prevista una procedura estremamente semplificata per lo svolgimento delle gare di appalto sotto i 2 milioni di euro, che sono la stragrande maggioranza. Anche in questo caso la logica di fondo è apprezzabile: sburocratizzare il settore e favorire l’accesso delle PMI. Occorre però introdurre dei correttivi per evitare abusi. La legge in questo senso risulta debole, anche se bisognerà attendere i regolamenti della Giunta per esprimere un giudizio definitivo. Con i nostri emendamenti cerchiamo di rafforzare i principi della trasparenza, della parità di trattamento e della non discriminazione, a partire dalle commissioni di gara che devono essere davvero indipendenti e prive di conflitti di interessi, composte da membri estratti a sorte da una lista di qualificati professionisti, di cui andrà poi verificata l’assenza di conflitti di interesse nella gara in questione.
L’attuale previsione di appalti frazionati in lotti è certamente positiva, ma non sufficiente: l’ulteriore suddivisione in lavorazioni piccole ed omogenee sarebbe un efficace strumento per riuscire ad affidare direttamente ad artigiani e Pmi gli appalti. L’alternativa per loro è decisamente peggiorativa: vedersi subappaltare lavori dalle grandi ditte di costruzioni che hanno l’inveterata tendenza a spremerli, con condizioni di pagamento certo non ottimali e comunque ben lontane dagli standard della mano pubblica;
nell’ottica di tutelare il più possibile artigiani e Pmi va anche visto il nostro emendamento finalizzato ad ottenere il pagamento diretto dei subappaltatori da parte della Provincia. Un emendamento questo che è stato possibile presentare grazie al successo ottenuto a Roma dal deputato Riccardo Fraccaro, che con emendamento alla legge delega al Governo, ha messo nero su bianco la possibilità per le province autonome di prevedere questa importante possibilità;
abbiamo inoltre cercato di arricchire l’art. 22 con una serie di previsioni che vadano a garantire il rispetto di standard sociali e ambientali adeguati. Ad esempio, gli enti appaltanti vanno costretti a verificare che l’incidenza del costo del lavoro nell’offerta sia congrua: i ribassi proposti dalle imprese in gara vengono fatti troppo spesso sulla pelle dei lavoratori;
abbiamo proposto forme di dibattito pubblico sui progetti infrastrutturali di grandi dimensioni, oltre a emendamenti per favorire le imprese con manodopera locale, la filiera corta, i prodotti a km 0;
cerchiamo di porre un freno al proliferare delle varianti in corso d’opera, che fanno non solo lievitare i costi ma spesso sono distorsive della concorrenza perché usate per recuperare a posteriori un ribasso eccessivo fatto in sede di gara
il ddl ha infine un’altra lacuna: mancano i criteri di esclusione generali dalle gare di aziende che in passato si fossero macchiate di svariati reati, tra cui corruzione, truffa, riciclaggio, sfruttamento del lavoro minorile, reati contro la Pubblica amministrazione, ma anche – semplicemente – nel caso la stessa azienda avesse eseguito male un precedente lavoro. La normativa europea, da cui li abbiamo ripresi per un nostro emendamento ad hoc – li prevede, perché non fare altrettanto in Alto Adige?

Queste le nostre principali proposte, che riprendono i migliori spunti delle direttive europee e della legge delega del Parlamento Italiano e che quindi potrebbero entrare a far parte della legge sugli appalti dell’Alto Adige a pieno titolo. Contiamo in una maggioranza disponibile al dialogo con l’opposizione.

Paul Köllensperger M5S

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