M5S Alto Adige-Südtirol

L’informatizzazione della sanità, il sistema del vicino Trentino: una best practice disponibile in riuso gratuito

Sul punto di partenza tutte le analisi convergono: all’Azienda sanitaria serve urgentemente un sistema informatico ospedaliero unificato e finalmente efficiente. E un amministratore pubblico preoccupato di trovare una soluzione adeguata al problema, cosa dovrebbe fare quindi? Ci permettiamo di suggerire di volgere lo sguardo alle regioni vicine e con esigenze simili alle nostre per valutare le scelte fatte altrove. Ed ecco che bella sorpresa: a Trento hanno implementato un Sio (Sistema informativo ospedaliero) considerato tra i migliori in Italia e – fortuna nella fortuna – ce lo darebbero pure gratis! Quindi cosa fanno i nostri amministratori? Colgono al volo l’occasione? Sbagliato! Stanziano 77 milioni di euro da affidare a una società come la Saim Srl (che in undici anni di collaborazione con l’Azienda sanitaria non si può dire abbia dato grande prova di sé) per realizzare ciò che i nostri vicini ci vorrebbero regalare.
Follia? Miopia? O forse peggio? Non è dato sapere, ma proprio per questo il M5S – con una mozione – metterà la questione all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio provinciale in gennaio.

Ma rinfreschiamoci un attimo la memoria su questa infinita vicenda. La Saim Srl è una società a scopo di lucro nata nel 2004 come PPP (Public Private Partnership) con l’obiettivo di informatizzare la sanità altoatesina. Oggi, undici anni più tardi, esiste solo una parola per descrivere lo stato dell’informatica ospedaliera in Alto Adige e della messa in rete delle strutture e dei medici: disastro.
I soci di Saim sono l’Azienda sanitaria stessa (51%) e soci privati (Insiel Mercato Spa, una società privata di un gruppo che fornisce software per il settore sanitario, che ha rilevato le quote per una cifra coperta da massimo riserbo dal precedente socio, MedArchiver, titolare dell’ormai tristemente famoso software in uso presso alcuni nosocomi della provincia e salito agli onori delle cronache per le forti critiche nei suoi confronti da parte di molti utilizzatori). Lo spirito del PPP sarebbe quello di una collaborazione tra pubblico e privato, dove il pubblico definisce gli obiettivi di interesse collettivo e il partner privato realizza le soluzioni idonee, in un’ottica di economicità, che dovrebbe essere garantita dall’essere parte in causa nella società. Nella realtà dei fatti, almeno nel resto d’Italia, i progetti PPP sono sempre stati la classica vacca da mungere. Il socio pubblico intento a procurare finanziamenti per ripianare i debiti del veicolo PPP; il socio privato a fregarsi le mani visto che tramite il PPP può realizzare progetti senza la necessità di dover fare rischiose gare d’appalto, con quei fastidiosi ribassi in sede di offerta.

Il Masterplan appena pubblicato dall’assessorato alla Sanità descrive il sistema di cui la Provincia avrebbe bisogno, ed è praticamente la fotocopia delle slide che descrivono il Sio trentino. Davanti a un pc, addetti ai lavori e cittadini hanno accesso a molteplici informazioni e opzioni: fascicolo sanitario elettronico, prenotazione online attraverso un Cup (centro prenotazioni unico), pagamento dei ticket, consultazione della cartella clinica dei cittadini tramite il sistema TreC (Cartella Clinica del Cittadino, con accesso online con autenticazione di tipo “strong” al fascicolo del paziente che contiene tutti i suoi dati sanitari come ricette, referti, taccuino personale del paziente, prenotazioni online), accesso diretto dei medici di base e dei pediatri alla cartella condivisa del paziente con standardizzazione dello scambio dati tra i software locali e il sistema centrale (progetto Ampere), ricetta elettronica per le farmacie, gestione dettagliata della privacy.
È quantomeno doveroso analizzare a fondo la soluzione offerta in riuso gratuito dall’Azienda sanitaria trentina, prima di spendere anche un solo euro in soluzioni software da acquistare sul mercato e con ogni probabilità ci si andrebbe ad aggirare nei soliti paraggi, rivolgendosi a un socio di Saim, l’Insiel Mercato Spa (che, si badi bene, è un’azienda dal comprovato know how nel settore, ma è naturalmente un’azienda alla ricerca del profitto). Ad oggi solo per la parte della piattaforma trentina chiamata “TreC” esiste un accordo per il riuso, ma non è dato sapere se sarà effettivamente implementato. Si potrebbero invece adottare nel sistema altoatesino anche altre o perfino l’intero pacchetto di software in uso nel SIO Ttrentino. Si tratta di programmi già di proprietà pubblica, salvo il sistema informatico che gestisce il Cupp, il cui relativo bando è stato vinto da una società trentina che fornisce software, il servizio con circa 70 addetti e che andrebbe messo a gara anche in Alto Adige. E dunque, che gara sia! Ma una gara vera, a livello europeo e senza sfruttare il PPP per aggirare la legge sugli appalti e affidare l’appalto direttamente al proprio socio privato!

Il M5S chiede con forza, che sia sospesa la decisione di affidare l’incarico per 77 milioni di euro alla società Saim Spa prima di aver preventivamente analizzato a fondo il sistema informatico ospedaliero (SIO) già oggi a disposizione degli operatori e dei cittadini trentini, tramite un gruppo di lavoro dedicato e neutrale, in cui la ditta SAIM Spa e i suoi soci non abbiano alcun ruolo, come anche altri fornitori attuali o passati dell’Azienda sanitaria o di loro consulenti o dipendenti. Chiediamo inoltre che non si acquistino a titolo oneroso software per il sistema informativo ospedaliero e sanitario, senza aver motivato in maniera dettagliata e credibile perché si è deciso di non accettare il sistema gratuito del Trentino, e comunque di uscire dalla SAIM Spa e indire una gara europea per il nuovo sistema informativo. Qualsiasi altra decisione sarebbe uno spreco di denaro pubblico ed il M5s agirebbe in tutte le sedi per chiedere conto di decisioni prese senza una totale trasparenza e motivazione oggettiva.

Paul Köllensperger – M5S

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