M5S Alto Adige-Südtirol

Informatizzazione della Sanità e riuso del sistema trentino, tramite una mozione dell’M5S il Consiglio chiede chiarezza

Le cifre in gioco nella partita per l’implementazione del nuovo Sio (sistema informatico ospedialiero) dell’Azienda Sanitaria per i prossimi tre anni sono davvero altissime: 29 milioni di euro di investimenti, 42 milioni di uscite correnti. Una cifra ben superiore ai 60 milioni di dolorosi risparmi promessi dall’assessore Stocker, tanto per fare un paragone. E dunque la domanda, tutt’altro che oziosa, dovrebbe essere: è possibile spendere meno? Abbiamo svolto tutte le accurate analisi del caso?
Questa mattina il direttore generale Schael ha presentato ai consiglieri provinciali uno studio con dati e costi relativi all’informatizzazione sanitaria. Innanzitutto un fatto balza all’occhio: ben tre conferenze stampa e un’audizione in Consiglio sul tema denotano un certo nervosismo e se non altro nella direzione generale si sono dovuti far carico di confutare l’opzione – prevista dal M5S con un’apposita mozione – che prevede il riuso gratuito del pacchetto di software che costituisce l’efficace sistema informatico trentino.
E qui veniamo al dunque. Lo studio valuta inopportuna l’adozione del sistema in uso presso i nostri vicini. Una legittima opinione, naturalmente. Altri esperti del settore lo ritengono invece una best practice a livello nazionale, Schael ed i suoi invece già in precedenza lo avevano definito obsoleto. Sarà interessante, oltre che un passaggio doverosamente trasparente, disporre delle informazioni sulle modalità di analisi adottate e il dettaglio di come si è giunti ai risultati oggi esposti, in particolare riguardo alla cartella clinica integrata, con indicazione dei costi complessivi delle varie soluzioni IT, dei costi di acquisto, di implementazione e personalizzazione, di manutenzione, licenza e supporto confrontati con quelli per analoghe soluzioni di mercato (una richiesta contenuta nel punto 1 della nostra mozione nella versione emendata, approvato dall’aula). Le valutazioni fornite sono altrimenti calate dall’alto e ai consiglieri non rimane che affidarvisi senza una vera possibilità di replica.
Si consideri inoltre che i colleghi trentini oltre a disporre di una piattaforma ormai rodata, hanno un’esperienza consolidata nella governance di sistemi informatici complessi (come nel caso della piattaforma TreC per l’accesso dei cittadini a moltissime informazioni sanitarie, utilizzato quotidianamente da migliaia di utenti trentini), ed una collaborazione stretta permetterebbe anche di risolvere il problema di connessione con Trento per la mobilità dei pazienti. Ora invece si ripartirà da zero per l’ennesima volta.
Il secondo punto della nostra mozione, inspiegabilmente (o no?) respinto, era conseguente al primo. Perché, considerato oltretutto l’importanza dell’investimento, non mettere lo studio in mano a un esperto indipendente, che non abbia o abbia avuto rapporti con Saim o suoi soci presenti e passati e con nessun fornitore dell’Azienda sanitaria? Senza voler fare processi alle intenzioni, siamo convinti dell’utilità di un simile secondo parere, anche perché l’idea di affidare nuovamente milioni di euro alla Saim, dopo i certamente non esaltanti risultati conseguiti negli ultimi 11 anni, appare inquietante. Ha destato non poco stupore apprendere che la SAIM ha un contratto di ben 30 anni con l’Azienda Sanitaria e che qualcuno temeva ricorsi nel caso in cui l’affidamento dello sviluppo della cartella clinica integrata avrebbe preso altre strade. E questa volta sarà molto difficile tornare indietro una volta imboccata questa strada. Purtroppo le decisioni prese da Schael peseranno anche dopo che avrà deciso di andarsene, considerato il periodo medio con cui riveste una carica…

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