M5S Alto Adige-Südtirol

La deroga ad personam per i presidenti pensionati delle Apsp

Con la bocciatura odierna del nostro ddl sull’ordinamento delle Apsp la Giunta Regionale trainata da PD & company (Patt e Svp) di fatto ha scelto di disattendere una disciplina statale varata dal loro sodale Renzi, che impone a tutte le amministrazioni pubbliche norme ben precise per quanto riguarda gli incarichi svolti da lavoratori in pensione. Secondo la cosiddetta Legge Madia, in vigore da quasi due anni, i pensionati che ricoprono ruoli dirigenziali nelle Apsp regionali (presidenti e vicepresidenti) dovrebbero lasciare l’incarico, per garantire il principio fondante della legge di ricambio e ringiovanimento del personale, o in alternativa scegliere di restare ma solo per un anno e a titolo gratuito. Pare, insomma, che secondo la Giunta SVP-PATT-PD, le leggi statali si possano applicare o disattendere a seconda del caso: oggi si è scelto di non adeguarsi, altre volte (il caso sanità è esemplare) ci si è adeguati fin troppo in fretta, giustificandosi con un laconico “È colpa di Roma”.

Nel nostro disegno di legge, che andava a modificare in alcune parti la legge regionale 7/ 2005 per colmare la lacuna formale del mancato recepimento della legge 124/2015 da parte della Regione, chiedevamo una cosa molto semplice, cioè che anche le Apsp regionali si adeguassero finalmente a una norma che è già applicata a livello provinciale e comunale. Il nostro ddl è stato bocciato, ma l’aspetto più scandaloso sono le motivazioni fornite: la Regione ha dichiarato di recepire la legge Madia, peccato però che nelle norme transitorie stia scritto che la stessa sarà applicata dopo il prossimo mandato. Una deroga? Certo che no. Gli incarichi attuali scadono nel 2018, dopodiché sarà possibile affidare altri incarichi per altri cinque anni. Sette anni in totale: non ci pare una deroga, ma una disapplicazione bella e buona. La discrezionalità della Regione permette, quindi, ai vari soggetti pensionati non solo di rimanere in carica dietro compenso fino al 2018, ma addirittura di vedersi rinnovare l’incarico per un altro mandato, fino al 2023! Uno speciale salvacondotto che va a beneficio di una manciata di persone, dimostrando una disparità di trattamento con altri pensionati che, non solo a livello provinciale ma anche comunale, sono stati esclusi o hanno dovuto rinunciare. Delle 46 Apsp in provincia di Trento, dieci sono rette da pensionati; la metà di questi opera già in maniera gratuita: vorremmo sbagliarci, ma a prima vista questo espediente ha tutta l’aria di essere fatto apposta per “salvare” cinque persone.

Filippo Degasperi e Paul Köllensperger

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