M5S Alto Adige-Südtirol

Carta di Udine, la svendita della nostra Autonomia al Governo Renzi

Il Consiglio provinciale? Perfino il suo stesso partito? Il Landeshauptmann Kompatscher ha sottoscritto la cosiddetta “Carta di Udine” senza attendere le “lungaggini” della politica, ossia i processi democratici che lo avrebbero dovuto legittimare ad avallare la capitolazione – non sapremmo come definirla altrimenti – di fronte alla volontà del governo Renzi di stravolgere la nostra Costituzione. E se la decisione ufficiale dell’Svp in merito, in programma il 24 ottobre, dovesse essere diversa? Intanto il convegno “Riforma costituzionale e Autonomie speciali” che si è tenuto a Udine è stato un indegno manifesto per il Sì al prossimo referendum del 4 dicembre, pagato con risorse pubbliche.

Perplessi fin dall’inizio per le modalità organizzative di questa iniziativa, durante il convegno si è di fatto assistito al trionfo delle posizioni a favore della “schiforma” Renzi-Boschi-Verdini, senza che vi fosse alcuna possibilità di contraddittorio. Il prodotto del convegno, la tanto sbandierata “Carta di Udine”, se da un lato riporta una enunciazione scolastica dei principi su cui si fondano le autonomie speciali, dall’altro rappresenta una resa incondizionata al governo centrale. Di certo la mancata sottoscrizione da parte del ministro Costa, noto alle cronache politiche per aver presentato la proposta di legge costituzionale intitolata “Soppressione dello status giuridico di regione a statuto speciale e di provincia autonoma” lascia intendere il peso in termini di tutela effettiva: zero. Una “Carta” che nemmeno è stata condivisa da tutte le autonomie. Chi tra queste ultime non ha firmato ha voluto forse mantenere un briciolo di dignità?

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