M5S Alto Adige-Südtirol

Per un pugno di euro

Non ce l’hanno fatta, era più forte di loro. Quando si tratta di soldi nella maggioranza diventano tutti molto sensibili. Ma l’idea era di quelle poco brillanti: aggirare i limiti fissati dal decreto Monti per inscenare tagli che in sostanza non esistono, proprio alla vigilia di un appuntamento elettorale di grande importanza come il referendum costituzionale, non sarebbe stato esattamente geniale. E così ecco il classico “salvarsi in corner”: per evitare figure meschine, l’Svp ha messo la testa nella sabbia e deciso di rinviare in commissione la finta legge taglia stipendi.

La motivazione del mesto dietrofront? Tenetevi forte… L’opposizione è contraria. Come se non governassero a colpi di maggioranza approvando in questo modo leggi ben più importanti. La realtà è un’altra, evidentemente: hanno evitato di approvare un finto taglio prima del referendum, procrastinando il voto di qualche mese per “trovare un accordo” che almeno per quanto ci riguarda era possibile cercare oggi in aula: sarebbe stato sufficiente approvare i nostri emendamenti all’art. 2 – ed altri analoghi del resto dell’opposizione – per trovarlo rapidamente. Nello specifico, andava eliminato l’emendamento Steger che aggiunge 1.300 euro mensili alla soglia fissata dal decreto Monti (sforando i limiti imposti e secondo il parere del professor Caia vincolanti anche per l’Alto Adige) e che di fatto annulla qualsiasi taglio sul netto delle indennità percepite; oltre naturalmente ad eliminare lo scandaloso “regalino” a capigruppo e presidenti di commissione. Questi erano i nostri emendamenti alla legge, perché non portarli al voto? La domanda è del tutto retorica naturalmente. E chiaramente, nell’eventualità che questi aumenti dovessero in futuro essere approvati dal Consiglio, il M5S vi rinuncerebbe. Noi continuiamo a dimezzarci lo stipendio, gli altri facciano come credono ma – ci si consenta uno spassionato consiglio – è meglio fare attenzione: l’indignazione dei cittadini sta crescendo. Vi rendente conto? Rischiano di vedere impugnata questa legge per un pugno di Euro di stipendio in più. Il danno all’immagine della nostra autonomia, già ingiustamente vista come privilegio nel resto d’Italia, sarebbe invece incalcolabile. E invece hanno scomodato l’autonomia per difendere i loro stipendi, mentre tutto taceva quando si trattava di applicare norme statali al pubblico impiego o alla sanità.

Si parla tanto di antipolitica infatti. Ecco, sono proprio questi atteggiamenti che l’alimentano in modo pericoloso. Ed altrettanto pericoloso e aggiungiamo irresponsabile, è utilizzare l’argomento della difesa dell’autonomia per difendere l’indifendibile. Il resto del Paese ci guarda, chi ci governa non dovrebbe mai dimenticarlo.

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