M5S Alto Adige-Südtirol

Ha vinto la democrazia

L’incipit del post di Beppe Grillo è già diventato un hashtag virale sui social networks. Il suo sollievo è anche il nostro: la nostra Costituzione non è stata stravolta, la riforma autoritaria e centralista targata Renzi-Boschi è stata sonoramente bocciata dai cittadini. Data la sproporzione di forze, anche economiche, in campo non era affatto scontato e ciò costituisce un buon viatico per gli appuntamenti che si profilano all’orizzonte. E’ una giornata storica quella di oggi, ora si tratta di cogliere l’occasione per far finalmente voltare pagina al Paese. La rotta è quella tracciata dai vertici del M5S, una road map per uscire rapidamente dalla fase di incertezza che questo dirompente voto inevitabilmente comporterà.

L’Italia ha detto NO a Renzi, in Alto Adige invece le cose sono andate diversamente. Il sistema-Svp con le sue capillari ramificazioni sul territorio è riuscito a far passare il messaggio che un Sì al referendum equivale a difendere la nostra Autonomia. Nulla di più infondato, anzi. Ma naturalmente l’orientamento degli elettori va sempre rispettato.

L’Svp ha fatto una scelta politica e strategica molto rischiosa in questo caso. L’appoggio a Renzi – oggi dimissionario – rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang. Un appoggio oltretutto ad personam, legato a un rapporto speciale ostentato dal presidente Kompatscher direttamente con Renzi. Eppure, che la marea del No stesse salendo era chiaro a tutti, l’Svp ha legato il suo destino – e obtorto collo anche il nostro – a un premier che ha personalizzato l’esito del voto, perdendo rovinosamente. Il risultato è che oggi l’Alto Adige si trova ad essere la provincia dove più alto è stato l’appoggio a Renzi e la simpatia (già minata dallo scandalo vitalizi con le recenti code polemiche legate al mancato adeguamento delle indennità al decreto Monti) per la nostra autonomia speciale, se possibile, scadrà ulteriormente con tutti i rischi annessi e connessi.

E non si può neanche parlare di battaglia ideale per il Sì da parte della Stella alpina. Quanti esponenti di partito si sono davvero spesi per far passare la riforma? Perfino la posizione ufficiale è stata concordata in ritardo e senza convinzione. Il calcolo politico si è evidentemente rivelato sbagliato.

Un altro fattore determinante per analizzare il voto in Alto Adige è la paura. Quale? Quella instillata dall’Svp negli elettori nei confronti del cambiamento, dipinto come minaccioso, puntando tutto su una clausola di salvaguardia temporanea come salvagente per l’esistente.  Ora però basta paure, è tempo di guardare al futuro.

democraziavince

 

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