M5S Alto Adige-Südtirol

Ddl ladini, dietrofront di Zeller: ha vinto l’opposizione (e il buonsenso)

Ci hanno provato, gli è andata male. Con un completo dietrofront, l’Svp accantona le sue velleità di mettere mano alle regole elettorali in Alto Adige dietro al pretesto di ampliare i diritti per la comunità ladina. Bene quindi, benissimo. Il colpo di mano – inserito in un emendamento presentato successivamente al via libera al ddl Alfreider dato dai Consigli provinciale e regionale – mirava a scardinare l’impianto proporzionale della legge elettorale provinciale, un paradosso davvero assurdo: l’Svp intendeva manomettere proprio le regole che vanno a garantire la rappresentanza  politica della minoranza ladina (e quella italiana, per inciso), in un ddl che nelle sue intenzioni avrebbe voluto al contrario rafforzare il gruppo ladino. Equilibrismi senza vergogna sul filo dell’assurdo, insomma.

A smascherare la trovata è bastata un’attenta lettura del testo, cui poi è seguita una levata di scudi di molti consiglieri di opposizione, a partire dalla mozione presentata da Paul Köllensperger che chiedeva di rimandare la legge sui ladini al Consiglio provinciale e regionale per un nuovo parere, culminata poi con l’audizione in commissione al Senato che è stata un pieno successo, con i Senatori dell’opposizione ma anche della maggioranza che hanno evidentemente accolto in pieno le argomentazioni sia formali che sostanziali illustrate da Köllensperger, Urzì, Pöder e Dello Sbarba, coadiuvati da Lukas Plancker come relatore ladino. Ai membri dell’opposizione provinciale che hanno condiviso la battaglia, e ai senatori del M5s Crimi ed Endrizzi nonché al deputato Florian Kronbichler va naturalmente il nostro grazie per la battaglia condotta insieme. E visto che il lupo perde il pelo ma non il vizio, i nostri senatori manterranno la guardia alta per evitare che Zeller e soci tentino altre brillanti sortite come quella appena sventata. Una sortita che oltretutto poteva rappresentare un pericoloso precedente, con un’importante modifica allo Statuto che ha rischiato di passare senza alcuna intesa, né parere da parte del Consiglio. E se in un’altra occasione l’avesse proposta un parlamentare nemico dell’Autonomia?

C’è una doppia morale in questa storia. La buona notizia è che l’opposizione quando è unita, ha la capacitá di arginare lo strapotere SVP. La brutta notizia è invece che la maggioranza non perde occasione per perseguire i propri interessi di bottega anche a scapito – in questo caso in modo plateale – degli interessi dei cittadini. Ma a questo siamo fin troppo abituati, purtroppo.

 

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