M5S Alto Adige-Südtirol

Traffico, via Vittorio Veneto dice basta

I bolzanini tornano in strada per protestare contro il traffico, stavolta in via Vittorio Veneto. Il “nemico” è sempre lo stesso, lo conosciamo tutti: le migliaia di pendolari che ogni giorno si riversano in città, portando inevitabilmente rumore, intralcio del traffico, occupazione di suolo pubblico e soprattutto smog. Tanto smog. Il rischio in questi casi è che un quartiere pensi di risolvere il problema cercando di spostarlo su altre vie, su altre zone della città. Ma, come nelle nostre vite, spostare un problema non significa risolverlo e comunque viviamo tutti in una città che è oggettivamente inquinata.

Negli anni si sono cercate soluzioni per dare risposte alle proteste scoppiate intorno al 2004 in varie vie cittadine – via Renon, viale Venezia, via Roma – ma i risultati sono stati deludenti. Si può incolpare l’immobilismo dello sciagurato decennio targato Spagnolli, certo. Ma la mancata realizzazione delle circonvallazioni non sarebbe la panacea di tutti i mali, così come l’arginale non ha affatto risolto il problema del traffico. La semplice realtà delle cose è che la città sorge su un’area ristretta, non c’è spazio per grandi arterie di scorrimento che non siano nelle (costosissime) gallerie e che il numero di auto che ogni santo giorno “assalgono” Bolzano sono troppe. Decisamente troppe.

La soluzione che proponiamo è la stessa già adottata con successo in molte realtà urbane: il road pricing, collegato ad altre incisive azioni. L’analisi del problema quindi è giusto (i pendolari sono troppi) ma non necessariamente lo è la risposta (costruiamo nuove costosissime strade in galleria). Il giusto mezzo sta forse in un mix delle due a cui aggiungere investimenti infrastrutturali importanti per il Tpl su ferro (tram per l’Oltradige, terzo binario per la Bassa Atesina, raddoppio della linea fino a Terlano) e gomma, oltre che parcheggi scambiatori? Noi siamo convinti che su queste opzioni si dovrebbe aprire un serio dibattito pubblico, altrimenti tra altri dieci anni saremo ancora a dibattere sullo stesso tema.

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