M5S Alto Adige-Südtirol

Fse, cronaca di un disastro annunciato?

La versione ufficiale è che al Fondo sociale europeo le cose sono finalmente tornate sui binari della normalità. Le rassicurazioni che puntuali giungono ad ogni interrogativo posto ha tolto attenzione mediatica alla vicenda, che merita però di essere seguita: non dimentichiamo che l’ufficio gestisce fondi nell’ordine delle decine di milioni di euro, risorse fondamentali per la formazione dei lavoratori, per il reinserimento dei disoccupati e per molti altri progetti sul territorio. Per questi motivi avevamo richiesto e ottenuto la formazione di una commissione di inchiesta, i cui lavori però erano stati purtroppo deludenti, con le vere responsabilità gestionali e soprattutto politiche mai emerse fino in fondo.

Ma torniamo all’oggi. Ecco alcune considerazioni:

  1. Innanzitutto, guardando al futuro, ci pare legittimo esprimere dei fondati timori riguardo al programma operativo PO 2014-2020, il programma attuale che vede la Provincia clamorosamente in ritardo di 3 anni. Un punto in particolare va sottolineato: l’approvazione dei progetti presentati da parte della Provincia non salva dal disimpegno automatico dei fondi: quello che serve è la certificazione delle spese alla Ue, ma finora non è stato speso neanche un euro relativo al programma Fse 2014-2020 e conseguentemente nulla è stato rendicontato dal beneficiario, controllato dall’ufficio FSE e quindi certificato alla Ue. Il grande ritardo accumulato potrà essere recuperato? Ci sono garanzie precise in questo senso?

  2. Un tema importantissimo è poi quello del ricorso ai fondi Pac e quelli previsti dalla sanatoria provinciale per cercare di porre rimedio – almeno parziale – al disastro gestionale con le relative ricadute sui beneficiari del PO 2007-2013. Perché a tutt’oggi non è ancora stato utilizzato un euro di questi fondi? Ad una nostra interrogazione (la 2831/17) è stato risposto che prima servono necessariamente le dichiarazioni di interesse pubblico da parte delle varie ripartizioni provinciali coinvolte, che vadano poi a giustificare il finanziamento pubblico, e che queste sono arrivate con molto ritardo. Ma perché queste lungaggini infinite, considerata l’urgenza e l’importanza del problema? Non è che la precedente Giunta provinciale aveva in passato approvato anche progetti Fse nei quali oggi le ripartizioni provinciali faticano a rintracciare un minimo di interesse pubblico? Ed effettivamente, chi se la sentirebbe ad esempio di dichiarare  utile alla collettività il progetto “Tecnico di aziende per lo sport e turismo equestre”…

  3. Ma – sempre in riferimento al vecchio PO – sorgono anche dei legittimi dubbi sull’andamento dei controlli se consideriamo che per i progetti in lingua tedesca prima di maggio non erano ancora iniziati! Con la delibera 573/2017, la Giunta ha infatti cercato di correre ai ripari indicendo il bando di gara per l’affidamento del Servizio di rendicontazione di 87 progetti del periodo di programmazione 2007-2013. Definirlo un ritardo sarebbe naturalmente un eufemismo… Ma allora tutti gli incarichi di consulenza assegnati ad esperti esterni a cosa sono serviti se la situazione è questa? E come mai l’ufficio non è in grado di controllarli da sé i progetti?

  4. Va infine sottolineato che a pesare sui capitoli del bilancio provinciale saranno tutti i progetti privati ma anche quelli pubblici di cui non si è mai parlato (e che sono in buona parte riferibili alla formazione professionale italiana), che ad inizio 2017 risultavano essere ancora senza rendiconto o con rendiconto non ancora controllato o con rendiconto controllato, ma le cui spese non erano state ancora certificate alla Ue.  E questo senza considerare ancora il “fattore tagli”, naturalmente, mentre molti enti di formazione, associazioni, aziende sono intanto in grandissima difficoltà economica…

Un’ultima considerazione, proprio riprendendo quest’ultimo, delicato aspetto. Nel frattempo sono pure iniziati dei processi che vedono contrapposti alla Provincia degli enti beneficiari. E in caso di sconfitta dell’ente pubblico quali scenari possono aprirsi? Ci conferma che ormai la situazione si è dunque normalizzata, gentile Landeshauptmann?

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