M5S Alto Adige-Südtirol

Poltronissima!

ll giro di nomine nei cda delle partecipate è un caratteristico impegno delle amministrazioni. Le più appetibili dal punto di vista economico sono spartite tra gli iscritti ai partiti di maggioranza, il resto, quelle senza gettone per intendersi, lasciate ai pesci piccoli e all’opposizione.

Quello che lascia di stucco è la naturalezza con cui il partito al governo della città ha scritto sul suo statuto (articolo 21) che il finanziamento del partito è costituito “dalle erogazioni liberali di tutti gli iscritti del Pd che siano nominati a livello provinciale o comunale in consigli di amministrazione o organismi assimilati; e all’art. 22 che definisce l’”obbligo di contribuzione come dovere etico”. Praticamente con i soldi pubblici dei compensi ai membri dei cda si finanzia il Pd. Più che etica sembra una partita di giro!

Ecco perché non è mai stato accettata la proposta del M5S di creare un albo pubblico di esperti dal quale attingere le competenze necessarie per dirigere le partecipate, rischierebbero di essere mandati a dirigere le aziende pubbliche persone competenti che non pagano l’obolo di partito. Non sia mai!

Se l’etica di partito impone questa autotassazione sarà anche pubblicata da qualche parte, ci siamo detti. Invece non c’è traccia di trasparenza né sul sito del partito né su quella del Comune, che ha sottoscritto il Codice etico del buon amministratore e che all’articolo 11 “trasparenza degli interessi finanziari” recita: “L’amministratore deve integrare la pubblicazione dei dati […] contenente informazioni su […] qualsiasi altro interesse finanziario, ivi compresa […] altra attività non retribuita presso enti pubblici o a sostegno di soggetti privati che possa condizionare, anche indirettamente, l’esercizio delle sue funzioni di amministratore”. Ma contribuire alle casse del partito non è un legame di “do ut des”?

Se un partito prevede per statuto di obbligare un nominato a finanziarlo, non dovrebbe essere per trasparenza e per etica pubblica, obbligatorio dichiarare che soldi pubblici vengono dirottati nelle casse della forza politica che lo ha nominato?

Insomma, c’è da chiedersi quanto è l’oblazione al partito di ciascun nominato e soprattutto ai cittadini lo vogliamo dire chiaramente dove va la trippa per gatti dei cda delle partecipate? E’ scritto nello statuto del Pd di Bolzano e nel suo regolamento finanziario: tra il 6 e il 15% è il contributo obbligatorio, a Trento decisamente più esosi arrivano fino al 30%! Non sarebbe opportuno e corretto pubblicare nomi e relativi importi versati sul sito del Comune? I cittadini hanno il diritto di sapere come si finanziano i partiti con i soldi pubblici.

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