M5S Alto Adige-Südtirol

Cassa di Risparmio, una commissione d’inchiesta per fare finalmente un po’ di chiarezza

Voragini nei bilanci, migliaia di piccoli azionisti colpiti, la magistratura che indaga i vertici della banca. Un disastro di proporzioni storiche per il più importante istituto di credito della provincia, che sulla reputazione e sulla fiducia di clienti, azionisti e opinione pubblica dovrebbe costruire il proprio futuro. Un danno di centinaia di milioni di euro subito dalla Fondazione controllante, che si traduce in centinaia di euro pro capite per ogni abitante dell’Alto Adige, per dare un termine di paragone fin troppo significativo purtroppo. Un conto salatissimo quindi di cui finora – e di acqua sotto i ponti ne è corsa parecchia – nessuno è stato chiamato a rispondere.

La Cassa di Risparmio e la Fondazione che ne detiene il 66% del capitale, sono un asset strategico per l’Alto Adige, con un forte legame economico con il territorio ma non solo: ricordiamo infatti che prima della riforma Amato/Ciampi del 1992, la banca apparteneva alla Provincia e quindi a tutti i cittadini e cittadine di questa terra, con la politica che ha comunque continuato ad esercitare un’influenza fondamentale tramite la nomina di presidenti e vicepresidenti della banca prima e della Fondazione dopo. Il depauperamento del suo valore è un danno grave che colpisce tutti noi e di cui è bene analizzare a fondo cause e responsabilità, gestionali ma anche politiche.

Il lavoro della magistratura o quello della Banca d’Italia, ovviamente diverso da quelli di una commissione d’inchiesta consiliare, farà il suo corso e anzi salutiamo con soddisfazione i recentissimi sviluppi sulle responsabilità nell’aumento di capitale del dicembre 2012 –  un’operazione che ha poi dissanguato migliaia di piccoli azionisti – in base ad un esposto del Centro tutela consumatori. Abbiamo però ritenuto necessario, insieme a tanti altri colleghi consiglieri provinciali che ringraziamo, avviare una commissione d’inchiesta su questo caso per molti versi ancora oscuro, in ossequio al nostro dovere istituzionale di controllo. Ci sono troppe questioni ancora insolute: come è stata gestita la banca e la fondazione prima e dopo il punto di svolta del 2014, gli eventuali conflitti di interesse, i diversi aumenti di capitale che si sono succeduti nel tempo ed altro. Noi invece riteniamo che le opacità nel settore bancario, con intrecci nascosti sottotraccia, la commistione tra politica, banche ed imprenditoria, devono finire. Anche in Alto Adige.

Una proposta di buon senso insomma, ma che ha già scatenato un vespaio di polemiche. Si è addirittura arrivati – assurdamente – a sostiene che una commissione d’inchiesta su questo tema sarebbe fuori dalla legalità. Nel frattempo la Svp partecipa alla commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario. Sono fuori dalla legalità anche loro?

Paul Köllensperger

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1 Comment

  1. Günther Alois Raffeiner 20 October 2017 at 6:50

    Man muss nur das Buch “Bankomat” von Christoph Franceschini lesen,dann sieht man auch schon klarer. Dank an Herrn Köllensberger ,dass endlich mal Ordnung und Aufklärung in diesem “dubiosen” Fall gemacht wird!

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