M5S Alto Adige-Südtirol

Ricorso contro la legge elettorale, il giudice rinvia ma la battaglia continua

Trenta giorni di tempo per permettere alle due controparti di presentare delle memorie, poi il giudice del tribunale civile di Trento potrà esprimersi sulla “non manifesta infondatezza” e sulla “rilevanza” dell’istanza presentata contro numerosi passaggi della legge elettorale nazionale. Se poi il giudice dovesse ravvisare – come auspichiamo – profili di incostituzionalità nelle legge, rimetterebbe alla Consulta un verdetto in merito.
Noi, assieme ai rappresentanti di altre forze politiche dalla destra alla sinistra, di tutti i gruppi linguistici, la riteniamo palesemente anticostituzionale, cucita su misura per favorire il grande inciucio Renzi-Berlusconi a livello nazionale e per portare a Roma il maggior numero di parlamentari Svpd a livello locale. Approvata a colpi di fiducia per vincere i mal di pancia di moltissimi parlamentari (e per fortuna che le regole del gioco dovrebbero essere scritte tutti insieme), contiene purtroppo molti passaggi indecenti e per quello che riguarda la nostra terra ne possiamo indicare in particolare alcuni.

  • La legge prevede una soglia di sbarramento fissata al 20 per cento a livello regionale – che sale al 40 se si considera il solo Alto Adige – per le forze politiche che rappresentano le minoranze linguistiche. E qual è l’unico partito che può ambire a raggiungere questa soglia? La nostra è una domanda retorica, ovviamente.
  • Altra gabola pensata ad hoc è la deroga prevista per il Trentino Alto Adige rispetto al rapporto tra seggi assegnati con il proporzionale e con il maggioritario, da noi sostanzialmente rovesciato teoricamente per favorire la tutela delle minoranze. Non prevedendo però lo scorporo dei voti si otterrà però un effetto distorsivo rispetto alle intenzioni iniziali. I beneficiati? Sempre i partiti maggiori.
  • Il voto disgiunto è poi uno strumento che avrebbe consentito all’elettore una possibilità di scelta democratica molto più ampia, ma la legge elettorale prevede che l’elettore possa esprimere un solo voto, al candidato del suo collegio (per la quota maggioritaria) e contestualmente alla lista che lo appoggia (per la quota proporzionale). L’effetto finale è una presa in giro dell’elettore: ad esempio un elettore del Pd di Bolzano già costretto a votare per candidati paracadutati da Roma come Bressa o Delrio, si trovano anche automaticamente – e probabilmente inconsapevolmente – a votare per un Dieter Steger sul proporzionale.

In definitiva, noi siamo favorevoli a una rigorosa tutela della minoranze, ma non alla tutela per legge dell’Svp. Per questo diciamo no a questa legge elettorale, una versione riveduta e corretta del famigerato Porcellum, già dichiarato incostituzionale.

Paul Köllensperger

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