M5S Alto Adige-Südtirol

Niente commissione di inchiesta sulla Cassa di Risparmio: il sistema Alto Adige non gradisce sguardi indiscreti

Ed ecco la scontata conclusione della vicenda: il no all’istituzione della commissione di inchiesta sulla Cassa di Risparmio, avvallato da un parere del prof. Caia che alla faccia non solo del regolamento del Consiglio provinciale, ma anche del buon senso e contrariamente alla numerose commissioni di inchiesta bancarie istituite presso altri Consigli regionali (con molte meno competenze del nostro) dice che questa commissione non s’ha da fare. In pratica il prof. Caia avvalla la linea difensiva sia di Bizzo che della Svp tenuta in occasione del dibattito in Consiglio provinciale sulla mozione di sfiducia presentata da Köllensperger contro il presidente del Consiglio. Il suo rifiuto di istituire la commissione di inchiesta è chiaramente pretestuoso: il regolamento del Consiglio non gli concede alcuna discrezionalità a riguardo e nemmeno prevede un elenco di materie ammessibili o meno. Al contrario, come è logico che sia per l’organo legislativo, si può e si deve occupare di qualsiasi tema di interesse dei cittadini.
Conclusione: il sistema Alto Adige, che ha il suo perno prorpio nella banca in oggetto, non gradisce sguardi indiscreti. E il Consiglio provinciale, in primis il suo presidente senza corraggio e la maggioranza Svp, non hanno interesse a spazzare via la cappa di opacità che la circonda. Quindi ecco il parere al solito Caia, così da disporre di una giustificazione per non dover affrontare la patata bollente. Che in questa modo si crei un doppio precedente negativo pare non disturbare la maggiornaza SvPd: non solo si legittima una chiara violazione del regolamento interno, ma si limita anche la libertà del Consiglio di occuparsi di tutti i temi di interesse pubblico e nel caso di istituire commissioni di inchiesta. Che il Consiglio non abbia competenza legislativa in materia era cosa nota e non serviva Caia per capirlo. Ma che l’organo elettivo sovrano abbia non solo il potere ma anche il dovere di trattare temi che riguardano migliaia di cittadini direttamente e indirettamente tutta la popolazione, non si doveva mettere in dubbio. La tesi che la politica non si debba occupare delle banche suona ancor più assurda considerato che proprio il vertice della Cassa di Risparmio è costituito, in maniera tipicamente altoatesina, da due politici SvPd nella consueta gerarchia etnica.
Da altre parti hanno scelto di non arrampicarsi sugli specchi. Il Consiglio della Regione Veneto ha infatti istituito una commissione di inchiesta sul sistema bancario (e ne sta per istituire una seconda) e nel decreto di istituzione ha messo nero su bianco che pur non avendo competenza legislativa in materia, “può esprimere le proprie, anche severe, valutazioni sul sistema bancario, acquisendo tutte le necessarie informazioni.” Se il parere di Caia fosse corretto, il Consiglio della Regione Veneto starebbe travalicando le proprie competenze, oltrettutto notevolmente inferiori rispetto a quelle del nostro Consiglio provinciale. Non si capisce inoltre per quale motivo il Consiglio abbia potuto istituire qualche anno fa una commissione di inchiesta sulla altrettanto privata Milkon, mentre non si possa fare altrettanto per la Fondazione Casa di Risparmio, che nel proprio statuto si definisce “un bene della comunità locale della Provincia di Bolzano” che “svolge la sua attività […] nell’interesse generale delle comunità di riferimento”. Analoghe commissioni sono sorte anche in Toscana e altre regioni. Perché in Alto Adige no? Il sistema “Südtirol” non gradisce sguardi indiscreti, evidentemente, e riesce a mettere il guinzaglio anche all’organo legislativo, sovrano purtroppo solo sulla carta. Tanto gli attori principali e le maggioranze sono sempre le stesse.

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