M5S Alto Adige-Südtirol

Contributi pubblici alla cultura: no a distinzioni linguistiche, sì a criteri omogenei

Tre ripartizioni cultura e tre modi differenti di assegnare i contributi alle associazioni che li richiedono. E per quella italiana i criteri sono più restrittivi rispetto a quella tedesca, con una diversità di trattamento che non si giustifica e che infatti è oggetto di ricorso presso il Tar. Per questo abbiamo depositato una mozione che vada ad impegnare la Giunta a rendere omogenei i criteri di assegnazione dei contributi erogati dagli uffici provinciali alla cultura tedesca, italiana e ladina per tutti i richiedenti, perché non vi siano disparità di trattamento tra associazioni di qualunque natura e quindi tra cittadini di questa terra.

La disciplina in vigore prevede infatti che i richiedenti appartenenti al gruppo linguistico italiano, ai fini della ammissione ai benefici economici, siano obbligati – a differenza dei richiedenti del gruppo linguistico tedesco e ladino – a dimostrare solidità finanziaria e affidabilità programmatoria; ad aderire a codice etico recante prescrizioni non previste per gli appartenenti al gruppo linguistico tedesco (art. 5); a dimostrare di godere di (una non meglio definita) “ampia fiducia” (art. 12, comma 1); a dare garanzie di trasparenza e correttezza (art. 12, comma 2, lettera b); a dimostrare di non avere posizioni debitorie e nel caso presentare un piano di rientro (art. 16, comma 3, lettera e). Inoltre, i richiedenti appartenenti al gruppo linguistico italiano possono ricevere un anticipo dell’80%, inferiore a quello concesso agli appartenenti al gruppo linguistico tedesco (per cui è previsto il 90% di anticipo) (art. 2).

In un territorio come l’Alto Adige dove convivono più gruppi linguistici è importante proteggere e promuovere la diversità delle espressioni culturali, favorendo le condizioni nelle quali esse possano prosperare e interagire reciprocamente in una dinamica di scambio sempre più frequente. Ma l’interesse pubblico di contribuire ad una cultura viva e vivace, che giustifica l’impiego di soldi della collettività, quello non ha lingua.

Consigliere provinciale
Paul Köllensperger

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