M5S Alto Adige-Südtirol

Sfitto e cementificazione del territorio, due facce della stessa medaglia. Ma la Giunta non se ne cura

La situazione è questa: migliaia di alloggi lasciati sfitti dai loro proprietari da un lato, l’Ipes che riesce a soddisfare solo un terzo della richiesta di alloggi sociali dall’altro. E intanto continuiamo a cementificare il già scarso territorio. Uno scenario paradossale quindi, sul quale la politica avrebbe l’obbligo di intervenire. E quindi: perché l’Ipes non cerca di recuperare parte dello sfitto per il mercato abitativo sociale evitando di acquistare a caro prezzo terreni da destinare a nuovi condomini?

La proposta l’abbiamo inserita in una mozione che in particolare prevedeva l’impegno per la Giunta di implementare degli incentivi per i proprietari di appartamenti tenuti vuoti ad affittarli all’Ipes, con una proposta di locazione a un canone accettabile da definire, incamerando il canone sociale versato dall’inquilino e integrandolo con una cifra pari alla differenza tra lo stesso canone sociale e quello pattuito con i proprietari, a carico del bilancio pubblico. Una proposta quindi che cercava di venire incontro alle esigenze dei proprietari degli appartamenti lasciati sfitti, mettendoli nella condizione di rapportarsi con un ente pubblico affidabile che garantisce il versamento dei canoni di locazione e la restituzione dell’immobile nelle medesime condizioni in cui è stato inizialmente consegnato.

Un’altra proposta contenuta nella mozione prevedeva la possibilità per i Comuni di aumentare l’aliquota Imi per gli appartamenti sfitti, scaglionando le aliquote Imi con percentuali via via più alte legate al numero di anni in cui l’immobile è rimasto inutilizzato o al fatto di avere respinto una proposta di affitto. La proprietà privata – un diritto sacrosanto sancito costituzionalmente – va infatti contemperata con la responsabilità sociale ed è quindi corretto far pagare dazio a che ne dimostra poca.

Un punto molto importante della parte impegnativa della mozione prevedeva di reintrodurre l’obbligo in capo ai proprietari di alloggi sfitti di dichiararli al Comune, come peraltro già saggiamente previsto nella legge provinciale 14/1985. Mancano dati attendibili sul fenomeno e il fatto che una vecchia giunta Durnwalder abbia cancellato la norma è andato a scapito della collettività e a favore della lobby del mattone, naturalmente. Ho chiesto volutamente la votazione separata di questo primo punto per stanare la Giunta e rendere evidente che non c’è la volontà politica di rendere trasparente il settore.

Proposte di buon senso, ovviamente bocciate senza esitazioni dalla maggioranza. Si nota che le elezioni provinciali sono ormai prossime?

Paul Köllensperger

Cons. provinciale

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