M5S Alto Adige-Südtirol

Sport macht Schule, ma a che prezzo?

Sport macht Schule. Bastano tre semplici parole all’assessore Achammer per lanciare una campagna nelle scuole elementari e medie in lingua tedesca “al fine di soddisfare la naturale necessità di movimento delle alunne e degli alunni e di promuovere il loro sviluppo armonico e il loro apprendimento”.

Peccato che questo facile slogan abbia provocato grande scompiglio all’interno dei collegi scolastici e una preoccupazione tangibile tra i docenti per la conseguente riduzione delle cattedre. Eh sì, perché l’aumento delle ore di sport previsto dalla recente delibera n. 1313/2017 comporta automaticamente la riduzione delle ore di altre discipline e, secondo le informazioni che ci arrivano, andrà a colpire alcune materie come italiano L2 e religione (come conferma l’articolo apparso sulla Neue Südtiroler Tageszeitung il 01.05.2018).

Infatti a fronte di un obiettivo – quello dell’aumento dell’attività fisica dei bambini – più che condivisibile, emerge che in numerose scuole si sia creato un clima  di disarmonia tra gli insegnanti che sono stati chiamati, per non dire costretti, a scegliere la materia da sacrificare a vantaggio dell’ora di sport. Senza dimenticare che già tre anni fa la giunta ha permesso agli alunni di riconoscere attività extrascolastiche grazie agli accordi con associazioni musicali e sportive.

Sia chiaro che il M5S mette al centro della formazione dell’individuo l’attività sportiva e uno stile di vita sano, a partire dal regime alimentare adottato. Contestiamo tuttavia questa delibera in quanto non ha tenuto conto del prezzo da pagare in termini di organizzazione del sistema scolastico e di perdita di cattedre. Proprio per questo abbiamo presentato un’interrogazione all’assessore Achammer per andare a fondo e ottenere alcuni chiarimenti sul contenuto della delibera  approvata dalla Giunta.

Abbiamo chiesto all’assessore competente di fornirci alcune informazioni sui presupposti della delibera, ovvero sui dati delle attività sportive dei ragazzi coinvolti, sul coinvolgimento dei dirigenti scolastici e degli insegnanti nella fase iniziale del progetto, visto che poi devono gestire la “patata bollente” negli istituti scolastici.

Ci preme inoltre conoscere l’entità della spesa sostenuta  per la campagna mediatica Sport macht Schule. Crediamo che lo sport a scuola non debba essere spettacolarizzato e che quei soldi pubblici vadano piuttosto spesi per sovvenzionare ad esempio l’acquisto di materiale scolastico (computer e lavagne LIM), di cui le nostre scuole hanno assoluto bisogno.

Insomma, Sport macht Schule, ma la scuola non è solo sport!

Francesca Morrone

Paul Köllensperger

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