M5S Alto Adige-Südtirol

Fse, scongiuriamo la perdita automatica dei fondi europei

E’ uno stillicidio continuo di occasioni perse, purtroppo e nei prossimi mesi temo riceveremo altre brutte notizie. La situazione disastrosa che è sotto gli occhi di tutti affonda le radici nel passato, con responsabilità politiche che la commissione di inchiesta ad hoc istituita dal Consiglio provinciale non ha potuto valutare per una precisa volontà della maggioranza. Il quesito fondamentale che è quindi rimasto inevaso è perché i progetti che contenevano molte irregolarità alla luce della normativa comunitaria sono invece stati approvati dalla commissione Fse e dalla Giunta provinciale?

Il disastro, causato dalla politica e proseguito a livello gestionale, è stato infine scaricato sui molti enti che dopo aver pianificato e realizzato progetti regolarmente approvati dagli uffici si sono visti costretti a restituire i fondi, causando dolorose crisi e fallimenti. E oggi la Provincia si ritrova trascinata in tribunale con richieste risarcitorie che a loro volta pesano e peseranno sulla collettività. Gli uffici pubblici stanno facendo del loro meglio per cercare di smaltire gli enormi arretrati, ma la situazione è oggettivamente difficile. Eppure sono passati già quattro anni dallo scoppio dello scandalo, possibile che la politica e i vertici dell’amministrazione non siano ancora stati in grado di mettere mano in modo credibile al problema?

Mentre ora stiamo perdendo milioni di euro di fondi europei, la giustificazione addotta dall’Svp è che con la piena occupazione si fatica a far partire i corsi e quindi ad utilizzare i fondi europei. Ma basta guardare i dati pubblicati dall’Astat: una sostanziale piena occupazione in Alto Adige c’è più o meno sempre stata, eppure prima dello scoppio dello scandalo Fse i bandi, i progetti, i corsi e gli iscritti ci sono sempre stati. La giustificazione del presidente Kompatscher suona quindi come strumentale e serve all’Svp per non ammettere gli errori.

La situazione oggi è che molti enti beneficiari non presentano più progetti o si espongono di meno (anche quelli con le spalle larghe e con un rapporto consolidato come Ctm, Kvw, Bauernbund). La fiducia tra operatori del settore e pubblica amministrazione è ai minimi storici ed è proprio da qui che bisogna ripartire, aprendo un canale di comunicazione per creare la necessaria cooperazione. È fondamentale utilizzare e utilizzare bene i fondi europei.

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